III, q. 23 a. 2
Se sia conveniente che tutta la Trinità adotti
Quaestio 23 · Dell'adozione: se convenga a Cristo
Obiezione 1: Sembra sconveniente che tutta la Trinità adotti. Infatti l'adozione si dice di Dio per somiglianza con la consuetudine umana. Ma tra gli uomini adottano solo coloro che possono generare: e in Dio questo può essere applicato solo al Padre. Dunque in Dio solo il Padre può adottare.
Obiezione 2: Inoltre, mediante l'adozione gli uomini diventano fratelli di Cristo, secondo Rm 8,29: "Perché egli sia il primogenito tra molti fratelli". Ora, i fratelli sono figli dello stesso padre; perciò il Signore dice (Gv 20,17): "Salgo al Padre mio e Padre vostro". Dunque solo il Padre di Cristo ha figli adottivi.
Obiezione 3: Inoltre, sta scritto (Gal 4,4-6): "Dio mandò il suo Figlio... perché ricevessimo l'adozione a figli. E poiché siete figli di Dio, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori, che grida: 'Abba' [Padre]". Dunque spetta adottare a Colui che ha il Figlio e lo Spirito Santo. Ma questo spetta al Padre soltanto. Dunque conviene al solo Padre adottare.
In contrario, Spetta adottarci come figli a Colui che possiamo chiamare Padre; per cui sta scritto (Rm 8,15): "Avete ricevuto lo Spirito di adozione a figli, per mezzo del quale gridiamo: 'Abba' [Padre]". Ma quando diciamo a Dio "Padre nostro", ci rivolgiamo a tutta la Trinità: come accade per gli altri nomi che si dicono di Dio in rapporto alle creature, come affermato nella Prima Parte, Questione [33], Articolo [3], Obiezione [1]; cfr. Prima Parte, Questione [45], Articolo [6]. Dunque adottare conviene a tutta la Trinità.
Rispondo che, C'è questa differenza tra un figlio adottivo di Dio e il Figlio naturale di Dio, che quest'ultimo è "generato, non creato"; mentre il primo è creato, secondo Gv 1,12: "A quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio". Tuttavia, talvolta il figlio adottivo è detto generato, a motivo della rigenerazione spirituale che avviene per grazia, non per natura; perciò sta scritto (Gc 1,18): "Di sua volontà egli ci ha generati con la parola della verità". Ora, sebbene in Dio generare appartenga alla Persona del Padre, tuttavia produrre qualsiasi effetto nelle creature è comune a tutta la Trinità, a motivo dell'unità della loro Natura: poiché, dove c'è una sola natura, deve esserci necessariamente una sola potenza e una sola operazione: per cui il Signore dice (Gv 5,19): "Qualunque cosa fa il Padre, la fa allo stesso modo anche il Figlio". Dunque spetta a tutta la Trinità adottare gli uomini come figli di Dio.
Risposta all'obiezione 1: Tutti gli individui umani non sono di un'unica natura individuale, così che debba esserci una sola operazione e un solo effetto di tutti loro, come accade in Dio. Di conseguenza, sotto questo aspetto, non è possibile alcun paragone.
Risposta all'obiezione 2: Mediante l'adozione siamo resi fratelli di Cristo, avendo con Lui lo stesso Padre: il Quale, tuttavia, è Padre suo in un modo, e nostro in un altro. Per cui significativamente il Signore dice, separatamente, "Padre mio" e "Padre vostro" (Gv 20,17). Infatti Egli è Padre di Cristo per generazione naturale; e questo è proprio a Lui: mentre è Padre nostro per un'operazione volontaria, che è comune a Lui, al Figlio e allo Spirito Santo: così che Cristo non è il Figlio di tutta la Trinità, come lo siamo noi.
Risposta all'obiezione 3: Come detto sopra (Articolo [1], ad 2), la filiazione adottiva è una certa somiglianza della Filiazione eterna: proprio come tutto ciò che accade nel tempo è una certa somiglianza di ciò che è stato dall'eternità. Ora l'uomo è assimilato allo splendore del Figlio Eterno a motivo della luce della grazia che è attribuita allo Spirito Santo. Dunque l'adozione, sebbene comune a tutta la Trinità, è appropriata al Padre come autore; al Figlio, come esemplare; allo Spirito Santo, come colui che imprime in noi la somiglianza di questo esemplare.