III, q. 21 a. 3
Se fosse conveniente che Cristo pregasse per Se stesso
Quaestio 21 · La preghiera di Cristo
Obiezione 1: Sembra che non fosse conveniente che Cristo pregasse per Se stesso. Infatti Ilario dice (De Trin. x): "Sebbene la Sua parola di supplica non giovasse a Lui stesso, tuttavia Egli parlò per il profitto della nostra fede". Quindi sembra che Cristo non abbia pregato per Se stesso ma per noi.
Obiezione 2: Inoltre, nessuno prega se non per ciò che vuole, perché, come è stato detto (Articolo [1]), la preghiera è uno spiegamento della nostra volontà a Dio affinché Egli la compia. Ora Cristo volle soffrire ciò che soffrì. Infatti Agostino dice (Contra Faust. xxvi): "Un uomo, sebbene non voglia, spesso si adira; sebbene non voglia, è triste; sebbene non voglia, dorme; sebbene non voglia, ha fame e sete. Ma Egli" (cioè Cristo) "fece tutte queste cose, perché lo volle". Dunque non era conveniente che Egli pregasse per Se stesso.
Obiezione 3: Inoltre, Cipriano dice (De Orat. Dom.): "Il Dottore della Pace e Maestro dell'Unità non volle che le preghiere fossero offerte individualmente e privatamente, affinché quando pregavamo non pregassimo per noi soli". Ora Cristo fece ciò che insegnò, secondo Atti 1,1: "Gesù cominciò a fare e a insegnare". Dunque Cristo non pregò mai per Se stesso soltanto.
In contrario, Il Nostro Signore stesso disse pregando (Gv 17,1): "Glorifica il Figlio tuo".
Rispondo che, Cristo pregò per Se stesso in due modi. Primo, esprimendo il desiderio della Sua sensualità, come affermato sopra (Articolo [2]); o anche della Sua semplice volontà, considerata come natura; come quando pregò che il calice della Sua Passione passasse da Lui (Mt 26,39). Secondo, esprimendo il desiderio della Sua volontà deliberata, che è considerata come ragione; come quando pregò per la gloria della Sua Risurrezione (Gv 17,1). E questo è ragionevole. Infatti, come abbiamo detto sopra (Articolo [1], ad 1), Cristo volle pregare il Padre Suo per darci un esempio di preghiera; e anche per mostrare che il Padre Suo è l'autore sia della Sua eterna processione nella Natura Divina, sia di tutto il bene che Egli possiede nella natura umana. Ora, proprio come nella Sua natura umana Egli aveva già ricevuto certi doni dal Padre Suo, così vi erano altri doni che non aveva ancora ricevuto, ma che aspettava di ricevere. E perciò, come rendeva grazie al Padre per i doni già ricevuti nella Sua natura umana, riconoscendoLo come autore di essi, come leggiamo (Mt 26,27; Gv 11,41): così anche, in riconoscimento del Padre Suo, Lo supplicò nella preghiera per quei doni ancora dovuti a Lui nella Sua natura umana, come la gloria del Suo corpo, e simili. E in questo ci diede un esempio, affinché rendessimo grazie per i benefici ricevuti, e chiedessimo nella preghiera quelli che non abbiamo ancora.
Risposta all'obiezione 1: Ilario sta parlando della preghiera vocale, che non era necessaria a Lui per Se stesso, ma solo per noi. Onde dice espressamente che "la Sua parola di supplica non giovò a Lui stesso". Infatti se "il Signore ascolta il desiderio dei poveri", come si dice nel Salmo 9,38, molto più la mera volontà di Cristo ha la forza di una preghiera presso il Padre: perciò Egli disse (Gv 11,42): "Io so che Tu mi ascolti sempre, ma a causa della gente che sta attorno l'ho detto, affinché credano che Tu mi hai mandato".
Risposta all'obiezione 2: Cristo volle invero soffrire ciò che soffrì, in quel particolare tempo: tuttavia volle ottenere, dopo la Sua passione, la gloria del Suo corpo, che ancora non aveva. Questa gloria Egli aspettava di riceverla dal Padre Suo come autore di essa, e perciò era conveniente che Egli Lo pregasse per essa.
Risposta all'obiezione 3: Questa stessa gloria che Cristo, pregando, chiese per Se stesso, apparteneva alla salvezza degli altri secondo Rm 4,25: "Egli risuscitò per la nostra giustificazione". Di conseguenza la preghiera che Egli offrì per Se stesso fu anche in un certo modo offerta per gli altri. Così anche chiunque chieda un dono a Dio per usarlo per il bene degli altri, prega non solo per se stesso, ma anche per gli altri.