Suppl., q. 87 a. 3
Se tutti i meriti e demeriti, sia i propri che quelli altrui, saranno visti da chiunque con un unico sguardo
Quaestio 87 · Della conoscenza che gli uomini, dopo la risurrezione, avranno nel giudizio circa i meriti e i demeriti.
Obiezione 1: Sembrerebbe che non tutti i meriti e demeriti, sia i propri che quelli altrui, saranno visti da chiunque con un unico sguardo. Infatti le cose considerate singolarmente non sono viste con un solo sguardo. Ora i dannati considereranno i loro peccati singolarmente e li piangeranno, per cui dicono (Sap 5,8): "Che cosa ci ha giovato l'orgoglio?". Dunque non li vedranno tutti con un solo sguardo.
Obiezione 2: Inoltre, il Filosofo dice (Topic. ii) che "non arriviamo a comprendere più cose nello stesso tempo". Ora meriti e demeriti, sia i nostri che quelli altrui, non saranno visibili se non all'intelletto. Dunque sarà impossibile che siano visti tutti nello stesso tempo.
Obiezione 3: Inoltre, l'intelletto dei dannati dopo la risurrezione non sarà più chiaro dell'intelletto dei beati e degli angeli ora, quanto alla conoscenza naturale con cui conoscono le cose per specie innate. Ora con tale conoscenza gli angeli non vedono più cose nello stesso tempo. Dunque nemmeno i dannati potranno allora vedere tutte le loro azioni nello stesso tempo.
In contrario, Una glossa su Giobbe 8,22, "Saranno... coperti di confusione", dice: "Non appena vedranno il Giudice, tutte le loro opere malvagie staranno davanti ai loro occhi". Ora essi vedranno il Giudice improvvisamente. Dunque allo stesso modo vedranno il male che hanno fatto, e per la stessa ragione tutti gli altri.
Inoltre, Agostino (De Civ. Dei xx) considera sconveniente che al giudizio venga letto un libro materiale contenente le azioni di ogni individuo ivi scritte, per la ragione che sarebbe impossibile misurare la grandezza di un tale libro, o il tempo che ci vorrebbe per leggerlo. Ma allo stesso modo sarebbe impossibile stimare la lunghezza del tempo che uno richiederebbe per considerare tutti i propri meriti e demeriti e quelli degli altri, se vedesse queste varie cose una dopo l'altra. Dunque dobbiamo ammettere che ciascuno le veda tutte nello stesso tempo.
Rispondo che, Ci sono due opinioni su questa questione. Infatti alcuni dicono che uno vedrà tutti i meriti e demeriti, sia i propri che quelli altrui, nello stesso tempo in un istante. Questo è facilmente credibile riguardo ai beati, poiché essi vedranno tutte le cose nel Verbo: e di conseguenza non è irragionevole che vedano più cose nello stesso tempo. Ma riguardo ai dannati, si presenta una difficoltà, poiché il loro intelletto non è elevato in modo che possano vedere Dio e tutto il resto in Lui. Perciò altri dicono che i malvagi vedranno tutti i loro peccati e quelli degli altri genericamente nello stesso tempo: e questo basta per l'accusa o l'assoluzione necessaria per il giudizio; ma che non li vedranno tutti fino a ogni singolo peccato nello stesso tempo. Ma nemmeno questo sembra consono alle parole di Agostino (De Civ. Dei xx), il quale dice che li conteranno tutti con un unico sguardo della mente; e ciò che è conosciuto genericamente non è contato. Quindi possiamo scegliere una via di mezzo, sostenendo che considereranno ogni peccato non istantaneamente, ma in un tempo brevissimo, venendo la potenza divina in loro aiuto. Questo concorda con il detto di Agostino (De Civ. Dei xx) che "saranno discernuti con meravigliosa rapidità". Né questo è impossibile, poiché in uno spazio di tempo, per quanto breve, vi è potenzialmente un numero infinito di istanti. Questo basta per le risposte alle obiezioni su entrambi i lati della questione.