Suppl., q. 7 a. 3
Se la confessione sia un atto della virtù di penitenza?
Quaestio 7 · Della natura della confessione
Obiezione 1: Sembra che la confessione non sia un atto della virtù di penitenza. Infatti un atto appartiene alla virtù che ne è la causa. Ora la causa della confessione è la speranza del perdono, come appare dalla definizione data sopra (Articolo [1]). Dunque sembra che sia un atto di speranza e non di penitenza.
Obiezione 2: Inoltre, la vergogna è una parte della temperanza. Ma la confessione nasce dalla vergogna, come appare nella definizione data sopra (Articolo [1], Obiezione [4]). Dunque è un atto di temperanza e non di penitenza.
Obiezione 3: Inoltre, l'atto di penitenza si appoggia sulla misericordia Divina. Ma la confessione si appoggia piuttosto sulla sapienza Divina, a motivo della verità che è richiesta in essa. Dunque non è un atto di penitenza.
Obiezione 4: Inoltre, siamo mossi alla penitenza dall'articolo del Credo che riguarda il Giudizio, a causa del timore, che è l'origine della penitenza. Ma siamo mossi alla confessione dall'articolo che riguarda la vita eterna, perché essa nasce dalla speranza del perdono. Dunque non è un atto di penitenza.
Obiezione 5: Inoltre, appartiene alla virtù di verità che un uomo si mostri per quello che è. Ma questo è ciò che fa un uomo quando va a confessarsi. Dunque la confessione è un atto di quella virtù che è chiamata verità, e non di penitenza.
In contrario, La penitenza è ordinata alla distruzione del peccato. Ora anche la confessione è ordinata a questo. Dunque è un atto di penitenza.
Rispondo che, Si deve osservare riguardo alle virtù, che quando una speciale ragione di bontà o difficoltà si aggiunge oltre all'oggetto di una virtù, vi è bisogno di una virtù speciale: così la spesa di grandi somme è l'oggetto della magnificenza, sebbene il tipo ordinario di spesa media e di doni appartenga alla liberalità, come appare dall'Etica (ii, 7; iv, 1). Lo stesso vale per la confessione della verità, che, sebbene appartenga alla virtù di verità in senso assoluto, tuttavia, a causa della ragione aggiuntiva di bontà, inizia ad appartenere a un altro tipo di virtù. Quindi il Filosofo dice (Ethic. iv, 7) che una confessione fatta in un tribunale di giustizia appartiene alla virtù di giustizia piuttosto che alla verità. Allo stesso modo la confessione dei favori di Dio in lode di Dio non appartiene alla verità, ma alla religione: e così anche la confessione dei peccati, al fine di ricevere il perdono per essi, non è l'atto elicito della virtù di verità, come dicono alcuni, ma della virtù di penitenza. Può, tuttavia, essere l'atto imperato di molte virtù, in quanto l'atto della confessione può essere diretto al fine di molte virtù.
Risposta all'obiezione 1: La speranza è la causa della confessione, non come elicitante ma come imperante.
Risposta all'obiezione 2: In quella definizione la vergogna non è menzionata come la causa della confessione, poiché è più di natura tale da ostacolare l'atto della confessione, ma piuttosto come concausa della liberazione dalla pena (perché la vergogna è in se stessa una pena), poiché anche le chiavi della Chiesa sono concausa con la confessione, per lo stesso effetto.
Risposta all'obiezione 3: Per un certo adattamento le parti della Penitenza possono essere ascritte a tre Attributi Personali, cosicché la contrizione può corrispondere alla misericordia o bontà, a motivo del suo essere dolore per il male; la confessione alla sapienza, a motivo del suo essere una manifestazione della verità; e la soddisfazione alla potenza, a causa della fatica che comporta. E poiché la contrizione è la prima parte della Penitenza, e rende efficaci le altre parti, per questo motivo si deve dire della Penitenza nel suo insieme lo stesso che della contrizione.
Risposta all'obiezione 4: Poiché la confessione risulta dalla speranza piuttosto che dal timore, come affermato sopra (Articolo [1], ad 2), essa si basa sull'articolo riguardante la vita eterna a cui guarda la speranza, piuttosto che sull'articolo riguardante il Giudizio, che il timore considera; sebbene la penitenza, nel suo aspetto di contrizione, sia l'opposto.
La Risposta alla Quinta Obiezione si ricava da quanto è stato detto.