Suppl., q. 66 a. 2
Se l'irregolarità derivi dalla bigamia, quando un marito ha due mogli, una di diritto, l'altra di fatto
Quaestio 66 · Della bigamia e dell'irregolarità da essa contratta
Obiezione 1: Sembra che l'irregolarità non derivi dalla bigamia quando un marito ha due mogli allo stesso tempo, una di diritto e una di fatto. Poiché quando il sacramento è nullo non vi può essere difetto nel sacramento. Ora quando un uomo sposa una donna di fatto ma non di diritto non vi è sacramento, poiché tale unione non significa l'unione di Cristo con la Chiesa. Dunque, dato che l'irregolarità non deriva dalla bigamia se non a causa di un difetto nel sacramento, sembra che nessuna irregolarità sia annessa a una bigamia di questo genere.
Obiezione 2: Inoltre, se un uomo ha rapporti con una donna che ha sposato di fatto e non di diritto, commette fornicazione se non ha una moglie legittima, o adulterio se l'ha. Ma un uomo non diviene irregolare dividendo la sua carne tra più donne con la fornicazione o l'adulterio. Dunque neppure lo diviene per la suddetta specie di bigamia.
Obiezione 3: Inoltre, può accadere che un uomo, prima di conoscere carnalmente la donna che ha sposato di diritto, ne sposi un'altra di fatto e non di diritto, e la conosca carnalmente, sia che la prima donna sia viva o morta. Ora quest'uomo ha contratto matrimonio con più donne o di diritto o di fatto, e tuttavia non è irregolare, poiché non ha diviso la sua carne tra più donne. Dunque l'irregolarità non si contrae a motivo della suddetta specie di bigamia.
Rispondo che, L'irregolarità si contrae nelle due seconde specie di bigamia, poiché sebbene nell'una non vi sia sacramento, vi è una certa somiglianza con un sacramento. Perciò queste due specie sono secondarie, e la prima è la specie principale nel causare irregolarità.
Risposta all'obiezione 1: Sebbene non vi sia sacramento in questo caso, vi è una certa somiglianza con un sacramento, mentre non vi è tale somiglianza nella fornicazione o nell'adulterio. Quindi il paragone non regge.
Questo basta per la Risposta alla Seconda Obiezione.
Risposta all'obiezione 3: In questo caso l'uomo non è considerato bigamo, perché il primo matrimonio mancava della sua perfetta significazione. Nondimeno se, per giudizio della Chiesa, egli fosse costretto a tornare dalla prima moglie e a conoscerla carnalmente, diverrebbe irregolare immediatamente, perché l'irregolarità è il risultato non del peccato ma dell'imperfetta significazione.