Suppl., q. 10 a. 1
Se la confessione liberi dalla morte del peccato
Quaestio 10 · Dell'effetto della confessione
Obiezione 1: Sembra che la confessione non liberi dalla morte del peccato. Infatti la confessione segue la contrizione. Ma la contrizione cancella sufficientemente la colpa. Dunque la confessione non libera dalla morte del peccato.
Obiezione 2: Inoltre, come il peccato mortale è una colpa, così lo è il veniale. Ora, la confessione rende veniale ciò che prima era mortale, come si afferma nel testo (Sent. iv, D, 17). Dunque la confessione non cancella la colpa, ma una colpa viene mutata in un'altra.
In contrario, La confessione è parte del sacramento della Penitenza. Ma la Penitenza libera dalla colpa. Dunque lo fa anche la confessione.
Rispondo che, La Penitenza, in quanto sacramento, si perfeziona principalmente nella confessione, poiché mediante quest'ultima l'uomo si sottomette ai ministri della Chiesa, che sono i dispensatori dei sacramenti: infatti la contrizione ha unito a sé il desiderio della confessione, e la soddisfazione è imposta secondo il giudizio del sacerdote che ascolta la confessione. E poiché nel sacramento della Penitenza, come nel Battesimo, viene infusa quella grazia mediante la quale i peccati sono rimessi, perciò la confessione, in virtù dell'assoluzione concessa, rimette la colpa, proprio come fa il Battesimo. Ora, il Battesimo libera dalla morte del peccato, non solo quando è ricevuto in atto, ma anche quando è ricevuto nel desiderio, come è evidente riguardo a coloro che si accostano al sacramento del Battesimo dopo essere stati già santificati. E a meno che un uomo non ponga un ostacolo, egli riceve, per il fatto stesso di essere battezzato, la grazia mediante la quale i suoi peccati sono rimessi, se non sono già stati rimessi. Lo stesso si deve dire della confessione, alla quale si aggiunge l'assoluzione, poiché essa ha liberato il penitente dalla colpa per il fatto di essere stata precedentemente nel suo desiderio. In seguito, al momento della confessione attuale e dell'assoluzione, egli riceve un accrescimento di grazia, e gli verrebbe concessa anche la remissione dei peccati, se il suo precedente dolore per il peccato non fosse stato sufficiente per la contrizione, e se in quel momento non ponesse alcun ostacolo alla grazia. Di conseguenza, proprio come si dice del Battesimo che libera dalla morte, così si può dire della confessione.
Risposta all'obiezione 1: La contrizione ha annesso il desiderio della confessione, e perciò libera i penitenti dalla morte nello stesso modo in cui il desiderio del Battesimo libera coloro che stanno per essere battezzati.
Risposta all'obiezione 2: Nel testo, "veniale" non designa la colpa, ma una pena che è facilmente espiata; e così non ne consegue che una colpa sia mutata in un'altra, ma che essa sia interamente eliminata. Infatti "veniale" si intende in tre sensi [*Cf. FS, Question [88], Article [2]]: primo, per ciò che è veniale genericamente, ad es. una parola oziosa; secondo, per ciò che è veniale nella sua causa, cioè avente in sé un motivo di perdono, ad es. i peccati dovuti a debolezza; terzo, per ciò che è veniale nel risultato, nel qual senso è inteso qui, perché il risultato della confessione è che la colpa passata dell'uomo viene perdonata.