II-II, q. 96 a. 2
Se le osservanze dirette all'alterazione dei corpi, come allo scopo di acquisire la salute o simili, siano illecite
Quaestio 96 · Della superstizione nelle osservanze
Obiezione 1: Sembra che le osservanze dirette all'alterazione dei corpi, come allo scopo di acquisire la salute o simili, siano lecite. È lecito fare uso delle forze naturali dei corpi per produrre i loro propri effetti. Ora nell'ordine fisico le cose hanno certe forze occulte, la cui ragione l'uomo non è in grado di assegnare; per esempio che il magnete attrae il ferro, e molti esempi simili, che Agostino enumera tutti (De Civ. Dei xxi, 5,7). Dunque sembrerebbe lecito impiegare tali forze per l'alterazione dei corpi.
Obiezione 2: Inoltre, i corpi artificiali sono soggetti ai corpi celesti, proprio come i corpi naturali. Ora i corpi naturali acquisiscono certe forze occulte risultanti dalla loro specie attraverso l'influenza dei corpi celesti. Dunque anche i corpi artificiali, p. es. le immagini, acquisiscono dai corpi celesti una certa forza occulta per la produzione di certi effetti. Dunque non è illecito fare uso di essi e di cose simili.
Obiezione 3: Inoltre, anche i demoni sono in grado di alterare i corpi in molti modi, come afferma Agostino (De Trin. iii, 8,9). Ma il loro potere viene da Dio. Dunque è lecito fare uso del loro potere allo scopo di produrre queste alterazioni.
In contrario, Agostino dice (De Doctr. Christ. ii, 20) che "alla superstizione appartengono gli esperimenti delle arti magiche, gli amuleti e i rimedi condannati dalla facoltà medica, consistenti o in incantesimi o in certe cifre che chiamano caratteri, o in qualsiasi genere di cosa indossata o legata addosso".
Rispondo che, Nelle cose fatte allo scopo di produrre qualche effetto corporeo dobbiamo considerare se sembrano in grado di produrre quell'effetto naturalmente: poiché se è così non sarà illecito farlo, dato che è lecito impiegare cause naturali per produrre i loro propri effetti. Ma, se sembrano incapaci di produrre quegli effetti naturalmente, ne consegue che sono impiegate allo scopo di produrre quegli effetti non come cause ma solo come segni, cosicché rientrano sotto il capo del "patto mediante segni stipulato con i demoni" [*Agostino, De Doctr. Christ.; vedi sopra Questione [92], Articolo [2]]. Onde Agostino dice (De Civ. Dei xxi, 6): "I demoni sono adescati per mezzo di creature, che furono fatte non da loro, ma da Dio. Sono attratti da vari oggetti che differiscono secondo le varie cose in cui si dilettano, non come animali dal cibo, ma come spiriti dai segni, quali sono di gradimento a ciascuno, per mezzo di vari tipi di pietre, erbe, alberi, animali, canti e riti".
Risposta all'obiezione 1: Non c'è nulla di superstizioso o illecito nell'impiegare cose naturali semplicemente allo scopo di causare certi effetti che si pensa abbiano il potere naturale di produrre. Ma se in aggiunta si impiegano certi caratteri, parole o qualsiasi altra vana osservanza che chiaramente non ha efficacia per natura, sarà superstizioso e illecito.
Risposta all'obiezione 2: Le forze naturali dei corpi naturali risultano dalle loro forme sostanziali che acquisiscono attraverso l'influenza dei corpi celesti; onde attraverso questa stessa influenza acquisiscono certe forze attive. D'altra parte le forme dei corpi artificiali risultano dalla concezione dell'artigiano; e poiché non sono altro che composizione, ordine e figura, come affermato in Phys. i, 5, non possono avere una forza attiva naturale. Di conseguenza, nessuna forza deriva loro dall'influenza dei corpi celesti, in quanto sono artificiali, ma solo rispetto alla loro materia naturale. Quindi è falso ciò che sosteneva Porfirio, secondo Agostino (De Civ. Dei x, 11), che "con erbe, pietre, animali, certi suoni particolari, parole, figure e congegni, o ancora con certi movimenti delle stelle osservati nel corso dei cieli è possibile per gli uomini foggiare sulla terra forze capaci di portare ad effetto le varie disposizioni delle stelle", come se i risultati delle arti magiche dovessero essere ascritti al potere dei corpi celesti. Infatti, come aggiunge Agostino (De Civ. Dei x, 11), "tutte queste cose sono da ascrivere ai demoni, che illudono le anime che sono loro soggette".
Onde quelle immagini chiamate anche astronomiche derivano la loro efficacia dalle azioni dei demoni: segno di ciò è che è richiesto di iscrivere su di esse certi caratteri che non conducono ad alcun effetto naturalmente, poiché la figura non è un principio di azione naturale. Tuttavia le immagini astronomiche differiscono dalle immagini necromantiche in questo, che queste ultime includono certe invocazioni esplicite e inganni, onde rientrano sotto il capo degli accordi espliciti fatti con i demoni: mentre nelle altre immagini ci sono accordi taciti per mezzo di segni in certe figure o caratteri.
Risposta all'obiezione 3: Appartiene al dominio della maestà divina, alla Quale i demoni sono soggetti, che Dio li impieghi per qualsiasi scopo Egli voglia. Ma all'uomo non è stato affidato il potere sui demoni, per impiegarli a qualsiasi scopo egli voglia; al contrario, è stabilito che egli debba muovere guerra contro i demoni. Quindi in nessun modo è lecito all'uomo fare uso dell'aiuto dei demoni mediante patti taciti o espressi.