II-II, q. 70 a. 4
Se sia sempre peccato mortale rendere falsa testimonianza
Quaestio 70 · Dell'ingiustizia riguardo alla persona del testimone
Obiezione 1: Sembra che non sia sempre peccato mortale rendere falsa testimonianza. Poiché può accadere che una persona renda falsa testimonianza per ignoranza del fatto. Ora tale ignoranza scusa dal peccato mortale. Dunque il rendere falsa testimonianza non è sempre peccato mortale.
Obiezione 2: Inoltre, una menzogna che giova a qualcuno e non nuoce a nessuno è officiosa, e questa non è peccato mortale. Ora talvolta una menzogna di questo genere si verifica nella falsa testimonianza, come quando una persona rende falsa testimonianza per salvare un uomo dalla morte, o da una sentenza ingiusta che lo minaccia attraverso altri falsi testimoni o un giudice perverso. Dunque in tali casi non è peccato mortale rendere falsa testimonianza.
Obiezione 3: Inoltre, a un testimone è richiesto di prestare giuramento affinché tema di commettere il peccato mortale di spergiuro. Ma questo non sarebbe necessario, se fosse già peccato mortale rendere falsa testimonianza. Dunque il rendere falsa testimonianza non è sempre peccato mortale.
In contrario, Sta scritto (Pro 19, 5): "Il falso testimone non rimarrà impunito".
Rispondo che, La falsa testimonianza ha una triplice deformità. La prima è dovuta allo spergiuro, poiché i testimoni sono ammessi solo sotto giuramento e per questo motivo è sempre peccato mortale. La seconda, dovuta alla violazione della giustizia, e per questo motivo è peccato mortale nel suo genere, proprio come ogni tipo di ingiustizia. Onde la proibizione della falsa testimonianza dal precetto del decalogo è espressa in questa forma quando si dice (Es 20, 16): "Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo". Poiché non si fa nulla contro un uomo impedendogli di fare un danno a qualcuno, ma solo togliendogli la sua giustizia. La terza, dovuta alla falsità stessa, in ragione della quale ogni menzogna è peccato: per questo motivo, il rendere falsa testimonianza non è sempre peccato mortale.
Risposta all'obiezione 1: Nel rendere testimonianza un uomo non deve affermare come certo, come se lo sapesse, ciò di cui non è certo e deve confessare il suo dubbio in termini dubitativi, e ciò di cui è certo, in termini di certezza. A causa tuttavia della fragilità della memoria umana, un uomo talvolta pensa di essere certo su qualcosa che non è vero; e allora se dopo aver riflettuto sulla materia con la dovuta cura si ritiene certo su quella cosa falsa, non pecca mortalmente se la asserisce, perché la testimonianza che rende non è direttamente e intenzionalmente, ma accidentalmente contraria a ciò che intende.
Risposta all'obiezione 2: Un giudizio ingiusto non è un giudizio, onde la falsa testimonianza resa in un giudizio ingiusto, al fine di prevenire l'ingiustizia, non è peccato mortale in virtù del giudizio, ma solo in ragione del giuramento violato.
Risposta all'obiezione 3: Gli uomini aborriscono principalmente quei peccati che sono contro Dio, essendo i più gravi, e tra questi vi è lo spergiuro: mentre non aborriscono tanto i peccati contro il prossimo. Di conseguenza, per la maggiore certezza della testimonianza, al testimone è richiesto di prestare giuramento.