II-II, q. 51 a. 1
Se l'eubulia (il ben deliberare) sia una virtù
Quaestio 51 · Delle virtù annesse alla prudenza
Obiezione 1: Sembra che l'eubulia (il ben deliberare) non sia una virtù. Infatti, secondo Agostino (De Lib. Arb. ii, 18,19) "nessuno usa male della virtù". Ora alcuni usano male dell'eubulia (il ben deliberare) o del buon consiglio, sia macchinando consigli astuti per raggiungere fini malvagi, sia commettendo peccati per raggiungere fini buoni, come coloro che rubano per fare l'elemosina. Dunque l'eubulia (il ben deliberare) non è una virtù.
Obiezione 2: Inoltre, la virtù è una perfezione, secondo la Fisica (VII). Ma l'eubulia (il ben deliberare) riguarda il consiglio, che implica dubbio e ricerca, e questi sono segni di imperfezione. Dunque l'eubulia (il ben deliberare) non è una virtù.
Obiezione 3: Inoltre, le virtù sono connesse tra loro, come detto sopra (FS, Question [65]). Ora l'eubulia (il ben deliberare) non è connessa con le altre virtù, poiché molti peccatori prendono buoni consigli, e molti uomini pii sono lenti nel prendere consiglio. Dunque l'eubulia (il ben deliberare) non è una virtù.
In contrario, Secondo il Filosofo (Ethic. vi, 9) l'eubulia (il ben deliberare) "è un retto consigliare". Ora la perfezione della virtù consiste nella retta ragione. Dunque l'eubulia (il ben deliberare) è una virtù.
Rispondo che, Come detto sopra (Question [47], Article [4]), la natura della virtù umana consiste nel rendere buono l'atto umano. Ora, tra gli atti dell'uomo, gli è proprio il prendere consiglio, poiché questo denota una ricerca della ragione circa le azioni che deve compiere e di cui consiste la vita umana; infatti la vita speculativa è al di sopra dell'uomo, come affermato nell'Etica (X). Ma l'eubulia (il ben deliberare) significa bontà del consiglio, poiché deriva da eu, bene, e boule, consiglio, essendo "un buon consiglio" o piuttosto "una disposizione a prendere buon consiglio". Quindi è evidente che l'eubulia (il ben deliberare) è una virtù umana.
Risposta all'obiezione 1: Non c'è buon consiglio né nel deliberare per un fine malvagio, né nello scoprire mezzi malvagi per raggiungere un fine buono, proprio come nelle materie speculative non c'è buon ragionamento né nel giungere a una conclusione falsa, né nel giungere a una conclusione vera da premesse false impiegando un termine medio inadatto. Quindi entrambi i suddetti processi sono contrari all'eubulia (il ben deliberare), come dichiara il Filosofo (Ethic. vi, 9).
Risposta all'obiezione 2: Sebbene la virtù sia essenzialmente una perfezione, non ne consegue che tutto ciò che è materia di una virtù implichi perfezione. Infatti l'uomo ha bisogno di essere perfezionato dalle virtù in tutte le sue parti, e questo non solo per quanto riguarda gli atti della ragione, di cui il consiglio è uno, ma anche per quanto riguarda le passioni dell'appetito sensitivo, che sono ancora più imperfette.
Si può anche rispondere che la virtù umana è una perfezione secondo il modo dell'uomo, il quale non è in grado, con una semplice intuizione, di comprendere con certezza la verità delle cose, specialmente nelle materie di azione che sono contingenti.
Risposta all'obiezione 3: In nessun peccatore in quanto tale si trova l'eubulia (il ben deliberare): poiché ogni peccato è contrario al prendere buon consiglio. Infatti il buon consiglio richiede non solo la scoperta o l'ideazione di mezzi idonei per il fine, ma anche altre circostanze. Tali sono il tempo opportuno, affinché uno non sia né troppo lento né troppo veloce nel prendere consiglio, e il modo di prendere consiglio, affinché uno sia fermo nel consiglio preso, e altre simili dovute circostanze, che i peccatori non osservano quando peccano. D'altra parte, ogni uomo virtuoso prende buon consiglio in quelle cose che sono dirette al fine della virtù, sebbene forse non prenda buon consiglio in altre materie particolari, per esempio in materie di commercio, o di guerra, o simili.