II-II, q. 183 a. 1
Se la nozione di stato indichi una condizione di libertà o di servitù
Quaestio 183 · Dei vari uffici e stati dell'uomo in generale
Obiezione 1: Sembra che la nozione di stato non indichi una condizione di libertà o di servitù. Infatti "stato" prende il nome dallo "stare". Ora, si dice che una persona sta per il fatto che è in posizione eretta; e Gregorio dice (Moral. vii, 17): "Cadere col dire parole nocive è perdere interamente lo stato di rettitudine". Ma l'uomo acquista la rettitudine spirituale sottomettendo la sua volontà a Dio; onde una glossa al Salmo 32,1, "Ai retti si addice la lode", dice: "I retti sono coloro che dirigono il loro cuore secondo la volontà di Dio". Sembra dunque che l'obbedienza ai divini comandamenti basti da sola per la nozione di stato.
Obiezione 2: Inoltre, la parola "stato" sembra indicare immobilità secondo 1 Cor 15,58: "Siate saldi [stabiles] e immobili"; onde Gregorio dice (Hom. xxi in Ezech.): "La pietra è quadrata, ed è stabile su ogni lato, se nessun turbamento la fa cadere". Ora è la virtù che ci permette di "agire con immobilità", secondo l'Etica (ii, 4). Sembra dunque che lo stato sia acquisito con ogni azione virtuosa.
Obiezione 3: Inoltre, la parola "stato" sembra indicare una certa altezza; poiché stare è essere sollevati verso l'alto. Ora un uomo è reso più alto di un altro da vari uffici; e allo stesso modo gli uomini sono elevati in vari modi da vari gradi e ordini. Dunque la semplice differenza di gradi, ordini o uffici basta per una differenza di stati.
In contrario, Così è stabilito nelle Decretali (II, qu. vi, can. Si Quando): "Ogni volta che qualcuno interviene in una causa dove è in gioco la vita o lo stato, deve farlo non per procuratore, ma di persona"; e "stato" qui si riferisce alla libertà o alla servitù. Sembra dunque che nulla differenzi lo stato di un uomo, eccetto ciò che si riferisce alla libertà o alla servitù.
Rispondo che, "Stato", propriamente parlando, indica una sorta di posizione, per cui una cosa è disposta con una certa immobilità in un modo conforme alla sua natura. Infatti è naturale per l'uomo che la sua testa sia diretta verso l'alto, i suoi piedi poggiati fermamente a terra, e le altre membra intermedie disposte in ordine conveniente; e questo non avviene se egli giace, siede o si sdraia, ma solo quando sta ritto: né si dice che stia, se si muove, ma solo quando è fermo. Onde avviene che anche negli atti umani, si dice che una materia ha stabilità [statum] in riferimento alla propria disposizione riguardo a una certa immobilità o quiete. Di conseguenza, le cose che cambiano facilmente e sono estrinseche non costituiscono uno stato tra gli uomini, come per esempio che un uomo sia ricco o povero, di alto o basso rango, e così via. Onde nel diritto civile (Lib. Cassius ff. De Senatoribus) si dice che se un uomo viene rimosso dal senato, è privato della sua dignità piuttosto che del suo stato. Ma sembra appartenere allo stato di un uomo solo ciò che riguarda un obbligo che vincola la sua persona, in quanto, cioè, un uomo è padrone di se stesso o soggetto a un altro, non per una causa leggera o instabile, ma per una che è fermamente stabilita; e questo è qualcosa che appartiene alla natura della libertà o della servitù. Pertanto lo stato riguarda propriamente la libertà o la servitù, sia nelle materie spirituali che in quelle civili.
Risposta all'obiezione 1: La rettitudine come tale non appartiene alla nozione di stato, se non in quanto è connaturale all'uomo con l'aggiunta di una certa quiete. Onde si dice che altri animali stanno senza che sia richiesto che siano eretti; né si dice che gli uomini stiano, per quanto eretta sia la loro posizione, a meno che non siano fermi.
Risposta all'obiezione 2: L'immobilità non basta per la nozione di stato; poiché anche chi siede o giace è fermo, e tuttavia non si dice che stia.
Risposta all'obiezione 3: L'ufficio implica una relazione all'atto; mentre i gradi indicano un ordine di superiorità e inferiorità. Ma lo stato richiede immobilità in ciò che riguarda una condizione della persona stessa.