II-II, q. 132 a. 3
Se la vanagloria sia peccato mortale
Quaestio 132 · La vanagloria
Obiezione 1: Sembra che la vanagloria sia peccato mortale. Infatti nulla preclude la ricompensa eterna eccetto un peccato mortale. Ora la vanagloria preclude la ricompensa eterna: poiché sta scritto (Mt 6,1): "Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli". Dunque la vanagloria è peccato mortale.
Obiezione 2: Inoltre, chiunque si appropria di ciò che è proprio di Dio, pecca mortalmente. Ora, desiderando la vanagloria, un uomo si appropria di ciò che è proprio di Dio. Poiché sta scritto (Is 42,8): "Non darò la mia gloria a un altro", e (1 Tm 1,17): "Al... solo Dio onore e gloria". Dunque la vanagloria è peccato mortale.
Obiezione 3: Inoltre, apparentemente un peccato è mortale se è molto pericoloso e dannoso. Ora la vanagloria è un peccato di questo genere, perché una glossa di Agostino su 1 Ts 2,4, "Dio, che prova i nostri cuori", dice: "A meno che un uomo non combatta contro l'amore della gloria umana, non ne percepisce il potere funesto, poiché sebbene sia facile per chiunque non desiderare la lode finché non la si ottiene, è difficile non provarne piacere quando viene data". Anche Crisostomo dice (Hom. xix in Matth.) che "la vanagloria entra segretamente e ci deruba insensibilmente di tutti i nostri beni interiori". Dunque la vanagloria è peccato mortale.
In contrario, Crisostomo dice [*Hom. xiii nell'Opus Imperfectum falsamente attribuito a S. Giovanni Crisostomo] che "mentre gli altri vizi trovano dimora nei servi del diavolo, la vanagloria trova posto anche nei servi di Cristo". Eppure in questi ultimi non c'è peccato mortale. Dunque la vanagloria non è peccato mortale.
Rispondo che, Come detto sopra (Questione 24, Articolo 12; Questione 110, Articolo 4; Questione 112, Articolo 2), un peccato è mortale in quanto è contrario alla carità. Ora il peccato di vanagloria, considerato in se stesso, non sembra essere contrario alla carità per quanto riguarda l'amore del prossimo: tuttavia per quanto riguarda l'amore di Dio può essere contrario alla carità in due modi. In un modo, a motivo della materia di cui ci si gloria: per esempio quando ci si gloria di qualcosa di falso che è opposto alla riverenza che dobbiamo a Dio, secondo Ez 28,2: "Il tuo cuore si è insuperbito e hai detto: Io sono un dio", e 1 Cor 4,7: "Che cosa possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l'hai ricevuto, perché te ne vanti come se non l'avessi ricevuto?". O ancora quando un uomo preferisce a Dio il bene temporale in cui si gloria: poiché questo è proibito (Ger 9,23-24): "Non si vanti il saggio della sua saggezza, non si vanti il forte della sua forza, non si vanti il ricco della sua ricchezza. Ma chi vuole vantarsi, si vanti di questo, di avere senno e di conoscere me". O ancora quando un uomo preferisce la testimonianza dell'uomo a quella di Dio; così sta scritto in rimprovero di certe persone (Gv 12,43): "Amavano infatti la gloria degli uomini più della gloria di Dio".
In un altro modo la vanagloria può essere contraria alla carità, da parte di colui che si gloria, in quanto riferisce la sua intenzione alla gloria come suo fine ultimo: cosicché dirige ad essa anche le opere virtuose e, per ottenerla, non si astiene dal fare anche ciò che è contro Dio. In questo modo è peccato mortale. Perciò Agostino dice (De Civ. Dei v, 14) che "questo vizio", cioè l'amore della lode umana, "è così ostile alla fede devota, se il cuore desidera la gloria più di quanto tema o ami Dio, che nostro Signore disse (Gv 5,44): Come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da Dio solo?".
Se, tuttavia, l'amore della gloria umana, sebbene sia vana, non è incompatibile con la carità, né per quanto riguarda la materia di cui ci si gloria, né per quanto riguarda l'intenzione di colui che cerca la gloria, non è un peccato mortale ma veniale.
Risposta all'obiezione 1: Nessun uomo, peccando, merita la vita eterna: perciò un atto virtuoso perde il suo potere di meritare la vita eterna se è fatto per amore della vanagloria, anche se quella vanagloria non è peccato mortale. D'altra parte, quando un uomo perde la ricompensa eterna semplicemente a causa della vanagloria, e non meramente rispetto a un solo atto, la vanagloria è peccato mortale.
Risposta all'obiezione 2: Non ogni uomo che è desideroso di vanagloria desidera l'eccellenza che appartiene a Dio solo. Infatti la gloria dovuta a Dio solo differisce dalla gloria dovuta a un uomo virtuoso o ricco.
Risposta all'obiezione 3: La vanagloria è dichiarata essere un peccato pericoloso, non solo a causa della sua gravità, ma anche perché è una disposizione a peccati gravi, in quanto rende l'uomo presuntuoso e troppo sicuro di sé: e così dispone gradualmente l'uomo a perdere i suoi beni interiori.