I-II, q. 90 a. 4
Se la promulgazione sia essenziale alla legge
Quaestio 90 · Dell'essenza della legge
Obiezione 1: Sembra che la promulgazione non sia essenziale alla legge. Infatti la legge naturale ha soprattutto carattere di legge. Ma la legge naturale non ha bisogno di promulgazione. Dunque non è essenziale alla legge che sia promulgata.
Obiezione 2: Inoltre, appartiene propriamente alla legge obbligare a fare o non fare qualcosa. Ma l'obbligo di adempiere una legge tocca non solo coloro alla cui presenza è promulgata, ma anche altri. Dunque la promulgazione non è essenziale alla legge.
Obiezione 3: Inoltre, la forza vincolante di una legge si estende anche al futuro, poiché "le leggi sono vincolanti nelle materie future", come dicono i giuristi (Cod. 1, tit. De lege et constit. leg. vii). Ma la promulgazione riguarda coloro che sono presenti. Dunque non è essenziale alla legge.
In contrario, È stabilito nelle Decretali, dist. 4, che "le leggi sono istituite quando sono promulgate".
Rispondo che, Come affermato sopra (Article [1]), una legge è imposta agli altri a modo di regola e misura. Ora, una regola o misura è imposta venendo applicata a coloro che devono essere regolati e misurati da essa. Perciò, affinché una legge ottenga la forza vincolante che è propria di una legge, deve essere applicata agli uomini che devono essere regolati da essa. Tale applicazione avviene tramite la sua notificazione a loro mediante la promulgazione. Perciò la promulgazione è necessaria affinché la legge ottenga la sua forza.
Così dai quattro articoli precedenti si può raccogliere la definizione di legge; ed essa non è altro che un ordinamento della ragione al bene comune, fatto da chi ha la cura della comunità, e promulgato.
Risposta all'obiezione 1: La legge naturale è promulgata per il fatto stesso che Dio l'ha instillata nella mente dell'uomo in modo da essere conosciuta da lui naturalmente.
Risposta all'obiezione 2: Coloro che non sono presenti quando una legge viene promulgata, sono tenuti a osservare la legge, in quanto essa è notificata o può essere notificata a loro da altri, dopo essere stata promulgata.
Risposta all'obiezione 3: La promulgazione che avviene ora, si estende al tempo futuro in ragione della durata dei caratteri scritti, mediante i quali è continuamente promulgata. Perciò Isidoro dice (Etym. v, 3; ii, 10) che "lex [legge] deriva da legere [leggere] perché è scritta".