I-II, q. 45 a. 3
Se qualche difetto sia causa dell'audacia
Quaestio 45 · Dell'audacia
Obiezione 1: Sembra che qualche difetto sia causa dell'audacia. Infatti il Filosofo dice (De Problem. xxvii, 4) che "gli amanti del vino sono forti e audaci". Ma dal vino deriva l'effetto dell'ubriachezza. Dunque l'audacia è causata da un difetto.
Obiezione 2: Inoltre, il Filosofo dice (Rhet. ii, 5) che "coloro che non hanno esperienza del pericolo sono audaci". Ma la mancanza di esperienza è un difetto. Dunque l'audacia è causata da un difetto.
Obiezione 3: Inoltre, coloro che hanno subito torti sono soliti essere audaci; "come le bestie quando vengono percosse", come affermato nell'Etica (iii, 5). Ma il subire torti attiene al difetto. Dunque l'audacia è causata da un difetto.
In contrario, Il Filosofo dice (Rhet. ii, 5) che la causa dell'audacia "è la presenza nell'immaginazione della speranza che i mezzi di salvezza siano vicini, e che le cose da temere siano inesistenti o lontane". Ma qualsiasi cosa attenga al difetto implica o la rimozione dei mezzi di salvezza, o la prossimità di qualcosa da temere. Dunque nulla che attenga al difetto è causa dell'audacia.
Rispondo che, Come affermato sopra (Articoli [1], 2) l'audacia risulta dalla speranza ed è contraria al timore: perciò qualunque cosa sia naturalmente adatta a causare speranza o bandire il timore, è causa dell'audacia. Poiché, tuttavia, il timore e la speranza, e anche l'audacia, essendo passioni, consistono in un movimento dell'appetito e in una certa trasmutazione corporea; una cosa può essere considerata come causa dell'audacia in due modi, sia suscitando la speranza, sia bandendo il timore; in un modo, dalla parte del movimento appetitivo; in un altro modo, dalla parte della trasmutazione corporea.
Dalla parte del movimento appetitivo che segue l'apprensione, la speranza che porta all'audacia è suscitata da quelle cose che ci fanno stimare la vittoria come possibile. Tali cose riguardano o il nostro proprio potere, come la forza fisica, l'esperienza dei pericoli, l'abbondanza di ricchezze e simili; o riguardano i poteri altrui, come l'avere un gran numero di amici o qualsiasi altro mezzo di aiuto, specialmente se un uomo confida nell'assistenza Divina: perciò "sono più audaci coloro con i quali le cose vanno bene riguardo alle cose divine", come dice il Filosofo (Rhet. ii, 5). Il timore viene bandito, in questo modo, dalla rimozione delle cause minacciose di timore; per esempio, dal fatto che un uomo non ha nemici, per non aver fatto del male a nessuno, cosicché non è consapevole di alcun pericolo imminente; poiché appaiono minacciati dal pericolo specialmente coloro che hanno fatto del male ad altri.
Dalla parte della trasmutazione corporea, l'audacia è causata attraverso l'incitamento della speranza e l'allontanamento del timore, da quelle cose che alzano la temperatura intorno al cuore. Perciò il Filosofo dice (De Part. Animal. iii, 4) che "coloro il cui cuore è piccolo di dimensione, sono più audaci; mentre gli animali il cui cuore è grande sono timidi; perché il calore naturale non è in grado di dare lo stesso grado di temperatura a un cuore grande come a uno piccolo; proprio come un fuoco non riscalda una casa grande bene quanto una piccola". Dice anche (De Problem. xxvii, 4), che "coloro i cui polmoni contengono molto sangue, sono più audaci, a causa del calore nel cuore che ne risulta". Dice anche nello stesso passaggio che "gli amanti del vino sono più audaci, a causa del calore del vino": quindi è stato detto sopra (Questione [40], Articolo [6]) che l'ubriachezza conduce alla speranza, poiché il calore nel cuore bandisce il timore e suscita la speranza, a motivo della dilatazione e dell'allargamento del cuore.
Risposta all'obiezione 1: L'ubriachezza causa audacia, non in quanto è un difetto, ma in quanto dilata il cuore: e inoltre in quanto fa sì che un uomo abbia grande stima di sé.
Risposta all'obiezione 2: Coloro che non hanno esperienza dei pericoli sono più audaci, non a causa di un difetto, ma accidentalmente, cioè in quanto, essendo inesperti, non conoscono le proprie mancanze, né i pericoli che minacciano. Da qui avviene che la rimozione della causa del timore dia origine all'audacia.
Risposta all'obiezione 3: Come dice il Filosofo (Rhet. ii, 5) "coloro che hanno subito torti sono coraggiosi, perché pensano che Dio venga in aiuto di coloro che soffrono ingiustamente".
Quindi è evidente che nessun difetto causa l'audacia se non accidentalmente, cioè in quanto qualche eccellenza vi è annessa, reale o immaginaria, o in se stessi o in un altro.