I-II, q. 16 a. 4
Se l'uso preceda l'elezione
Quaestio 16 · Dell'uso, che è un atto della volontà rispetto ai mezzi
Obiezione 1: Sembra che l'uso preceda l'elezione. Infatti nulla segue dopo l'elezione, eccetto l'esecuzione. Ma l'uso, poiché appartiene alla volontà, precede l'esecuzione. Dunque precede anche l'elezione.
Obiezione 2: Inoltre, l'assoluto precede il relativo. Dunque il meno relativo precede il più relativo. Ma l'elezione implica due relazioni: una, della cosa scelta, in relazione al fine; l'altra, della cosa scelta, rispetto a ciò a cui è preferita; mentre l'uso implica la relazione solo al fine. Dunque l'uso precede l'elezione.
Obiezione 3: Inoltre, la volontà usa le altre potenze in quanto le muove. Ma la volontà muove anche se stessa, come affermato sopra (Question [9], Article [3]). Dunque usa se stessa, applicando se stessa all'atto. Ma fa questo quando acconsente. Dunque c'è uso nel consenso. Ma il consenso precede l'elezione come affermato sopra (Question [15], Article [3], ad 3). Dunque anche l'uso.
In contrario, Il Damasceno dice (De Fide Orth. ii, 22) che "la volontà dopo aver scelto ha un impulso all'operazione, e in seguito usa (le potenze)". Dunque l'uso segue l'elezione.
Rispondo che, La volontà ha una duplice relazione con la cosa voluta. Una, secondo che la cosa voluta è, in un certo modo, nel soggetto volente, mediante una specie di proporzione o ordine alla cosa voluta. Perciò quelle cose che sono naturalmente proporzionate a un certo fine, si dice che desiderano quel fine naturalmente. Tuttavia avere un fine in questo modo è averlo imperfettamente. Ora ogni cosa imperfetta tende alla perfezione. E perciò sia l'appetito naturale che quello volontario tendono ad avere il fine nella realtà; e questo è averlo perfettamente. Questa è la seconda relazione della volontà con la cosa voluta.
Ora la cosa voluta non è solo il fine, ma anche i mezzi. E l'ultimo atto che appartiene alla prima relazione della volontà con i mezzi, è l'elezione; poiché lì la volontà diventa pienamente proporzionata, volendo pienamente i mezzi. L'uso, d'altra parte, appartiene alla seconda relazione della volontà, rispetto alla quale essa tende alla realizzazione della cosa voluta. Perciò è evidente che l'uso segue l'elezione; purché per uso intendiamo l'uso che la volontà fa della potenza esecutiva nel muoverla. Ma poiché la volontà, in un certo modo, muove anche la ragione, e la usa, possiamo intendere l'uso dei mezzi come consistente nella considerazione della ragione, mediante la quale essa riferisce i mezzi al fine. In questo senso l'uso precede l'elezione.
Risposta all'obiezione 1: Il moto della volontà all'esecuzione dell'opera precede l'esecuzione, ma segue l'elezione. E così, poiché l'uso appartiene a quel medesimo moto della volontà, sta tra l'elezione e l'esecuzione.
Risposta all'obiezione 2: Ciò che è essenzialmente relativo è posteriore all'assoluto; ma la cosa a cui la relazione è riferita non deve necessariamente venire dopo. Anzi, quanto più una causa precede, tanto più numerosi sono gli effetti con cui ha relazione.
Risposta all'obiezione 3: L'elezione precede l'uso, se sono riferiti al medesimo oggetto. Ma nulla impedisce che l'uso di una cosa preceda l'elezione di un'altra. E poiché gli atti della volontà reagiscono l'uno sull'altro, in ogni atto della volontà possiamo trovare sia il consenso che l'elezione e l'uso; cosicché possiamo dire che la volontà acconsente a scegliere, e acconsente ad acconsentire, e usa se stessa nell'acconsentire e nello scegliere. E tali atti che sono ordinati a ciò che precede, precedono anch'essi.