I-II, q. 12 a. 2
Se l'intenzione riguardi solo il fine ultimo
Quaestio 12 · Dell'intenzione
Obiezione 1: Sembra che l'intenzione riguardi solo il fine ultimo. Si dice infatti nel libro delle Sentenze di Prospero (Sent. 100): "L'intenzione del cuore è un grido a Dio". Ma Dio è il fine ultimo del cuore umano. Dunque l'intenzione riguarda sempre il fine ultimo.
Obiezione 2: Inoltre, l'intenzione riguarda il fine come termine, come affermato sopra (Articolo [1], ad 4). Ma un termine è qualcosa di ultimo. Dunque l'intenzione riguarda sempre il fine ultimo.
Obiezione 3: Inoltre, proprio come l'intenzione riguarda il fine, così fa la fruizione. Ma la fruizione è sempre del fine ultimo. Dunque lo è anche l'intenzione.
In contrario, Vi è un solo fine ultimo delle volontà umane, cioè la Felicità, come affermato sopra (Questione [1], Articolo [7]). Se, dunque, le intenzioni fossero solo del fine ultimo, gli uomini non avrebbero intenzioni diverse: il che è evidentemente falso.
Rispondo che, Come affermato sopra (Articolo [1], ad 4), l'intenzione riguarda il fine come termine del movimento della volontà. Ora un termine del movimento può essere inteso in due modi. Primo, il termine vero e proprio ultimo, quando il movimento si arresta; questo è il termine dell'intero movimento. Secondo, un punto intermedio, che è l'inizio di una parte del movimento e la fine o termine dell'altra. Così nel movimento da A a C attraverso B, C è il termine ultimo, mentre B è un termine, ma non l'ultimo. E l'intenzione può essere di entrambi. Di conseguenza, sebbene l'intenzione sia sempre del fine, non deve essere sempre del fine ultimo.
Risposta all'obiezione 1: L'intenzione del cuore è chiamata un grido a Dio, non perché Dio sia sempre l'oggetto dell'intenzione, ma perché Egli vede la nostra intenzione. O perché, quando preghiamo, dirigiamo la nostra intenzione a Dio, la quale intenzione ha la forza di un grido.
Risposta all'obiezione 2: Un termine è qualcosa di ultimo, non sempre rispetto al tutto, ma talvolta rispetto a una parte.
Risposta all'obiezione 3: La fruizione implica riposo nel fine; e questo appartiene solo al fine ultimo. Ma l'intenzione implica movimento verso un fine, non riposo. Perciò il paragone non prova nulla.