I-II, q. 106 a. 2
Se la Legge Nuova giustifichi
Quaestio 106 · La Legge Evangelica, detta Legge Nuova, considerata in se stessa
Obiezione 1: Sembra che la Legge Nuova non giustifichi. Infatti nessun uomo è giustificato se non obbedisce alla legge di Dio, secondo Eb 5,9: "Egli", cioè Cristo, "divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono". Ma il Vangelo non porta sempre gli uomini a credere in esso: poiché sta scritto (Rm 10,16): "Non tutti obbediscono al Vangelo". Dunque la Legge Nuova non giustifica.
Obiezione 2: Inoltre, l'Apostolo prova nella sua epistola ai Romani che la Legge Antica non giustificava, perché la trasgressione aumentò al suo avvento: infatti è affermato (Rm 4,15): "La Legge provoca l'ira: ma dove non c'è legge, non c'è nemmeno trasgressione". Ma molto più la Legge Nuova ha aumentato la trasgressione: poiché chi pecca dopo il dono della Legge Nuova merita una punizione maggiore, secondo Eb 10,28-29: "Quando qualcuno ha violato la legge di Mosè, viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni. Di quanto peggiore castigo pensate che sarà giudicato meritevole chi avrà calpestato il Figlio di Dio", ecc.? Dunque la Legge Nuova, come la Legge Antica, non giustifica.
Obiezione 3: Inoltre, la giustificazione è un effetto proprio di Dio, secondo Rm 8,33: "È Dio che giustifica". Ma la Legge Antica veniva da Dio proprio come la Legge Nuova. Dunque la Legge Nuova non giustifica più della Legge Antica.
In contrario, L'Apostolo dice (Rm 1,16): "Io non mi vergogno del Vangelo: poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede". Ma non c'è salvezza se non per coloro che sono giustificati. Dunque la Legge del Vangelo giustifica.
Rispondo che, Come detto sopra (Articolo 1), c'è un duplice elemento nella Legge del Vangelo. C'è l'elemento principale, cioè la grazia dello Spirito Santo donata interiormente. E quanto a questo, la Legge Nuova giustifica. Quindi Agostino dice (De Spir. et Lit. xvii): "Là", cioè nell'Antico Testamento, "la Legge era esposta in modo esteriore, affinché gli empi avessero timore"; "qui", cioè nel Nuovo Testamento, "è data in modo interiore, affinché siano giustificati". L'altro elemento della Legge Evangelica è secondario: vale a dire, gli insegnamenti della fede, e quei comandamenti che dirigono gli affetti umani e le azioni umane. E quanto a questo, la Legge Nuova non giustifica. Quindi l'Apostolo dice (2 Cor 3,6) "La lettera uccide, ma lo spirito dà vita": e Agostino spiega questo (De Spir. et Lit. xiv, xvii) dicendo che la lettera denota qualsiasi scrittura esterna all'uomo, anche quella dei precetti morali come sono contenuti nel Vangelo. Perciò la lettera, anche del Vangelo, ucciderebbe, se non ci fosse la presenza interiore della grazia risanatrice della fede.
Risposta all'obiezione 1: Questo argomento vale per la Legge Nuova, non quanto al suo elemento principale, ma quanto al suo elemento secondario: cioè quanto ai dogmi e ai precetti posti esteriormente davanti all'uomo sia a parole che per iscritto.
Risposta all'obiezione 2: Sebbene la grazia del Nuovo Testamento aiuti l'uomo a evitare il peccato, tuttavia non conferma l'uomo nel bene in modo tale che non possa peccare: poiché questo appartiene allo stato di gloria. Quindi se un uomo pecca dopo aver ricevuto la grazia del Nuovo Testamento, merita una punizione maggiore, essendo ingrato per benefici maggiori, e non usando l'aiuto che gli è stato dato. E questo è il motivo per cui non si dice che la Legge Nuova "provoca l'ira": perché per quanto la riguarda, essa dà all'uomo un aiuto sufficiente per evitare il peccato.
Risposta all'obiezione 3: Lo stesso Dio diede sia la Legge Nuova che l'Antica, ma in modi diversi. Infatti diede la Legge Antica scritta su tavole di pietra: mentre diede la Legge Nuova scritta "sulle tavole di carne dei cuori", come si esprime l'Apostolo (2 Cor 3,3). Perciò, come dice Agostino (De Spir. et Lit. xviii), "l'Apostolo chiama questa lettera che è scritta fuori dall'uomo, un ministero di morte e un ministero di condanna: mentre chiama l'altra lettera, cioè la Legge del Nuovo Testamento, il ministero dello spirito e il ministero della giustizia: perché attraverso il dono dello Spirito operiamo la giustizia, e siamo liberati dalla condanna dovuta alla trasgressione".