I, q. 8 a. 4
Se essere dovunque appartenga solo a Dio
Quaestio 8 · L'esistenza di Dio nelle cose
Obiezione 1: Sembra che essere dovunque non appartenga solo a Dio. Infatti l'universale, secondo il Filosofo (Poster. i), è dovunque, e sempre; anche la materia prima, poiché è in tutti i corpi, è dovunque. Ma nessuno di questi è Dio, come appare da quanto detto sopra (Questione [3]). Dunque essere dovunque non appartiene solo a Dio.
Obiezione 2: Inoltre, il numero è nelle cose numerate. Ma l'intero universo è costituito nel numero, come appare dal Libro della Sapienza (Sap 11, 21). Dunque vi è qualche numero che è nell'intero universo, ed è così dovunque.
Obiezione 3: Inoltre, l'universo è una sorta di "corpo intero perfetto" (Coel. et Mund. i). Ma l'intero universo è dovunque, perché non c'è luogo fuori di esso. Dunque essere dovunque non appartiene solo a Dio.
Obiezione 4: Inoltre, se un corpo fosse infinito, nessun luogo esisterebbe fuori di esso, e così sarebbe dovunque. Dunque essere dovunque non sembra appartenere solo a Dio.
Obiezione 5: Inoltre, l'anima, come dice Agostino (De Trin. vi, 6), è "intera in tutto il corpo, e intera in ciascuna delle sue parti". Dunque se ci fosse un solo animale nel mondo, la sua anima sarebbe dovunque; e così essere dovunque non appartiene solo a Dio.
Obiezione 6: Inoltre, come dice Agostino (Ep. 137), "L'anima sente dove vede, e vive dove sente, ed è dove vive". Ma l'anima vede per così dire dovunque: infatti in una successione di sguardi comprende l'intero spazio dei cieli nella sua vista. Dunque l'anima è dovunque.
In contrario, Ambrogio dice (De Spir. Sanct. i, 7): "Chi osa chiamare creatura lo Spirito Santo, il Quale è in tutte le cose, e dovunque, e sempre, il che certamente appartiene alla sola divinità?".
Rispondo che, Essere dovunque primariamente e assolutamente, è proprio di Dio. Ora essere dovunque primariamente si dice di ciò che in tutto se stesso è dovunque; infatti se una cosa fosse dovunque secondo le sue parti in luoghi diversi, non sarebbe primariamente dovunque, in quanto ciò che appartiene a qualcosa secondo una parte non le appartiene primariamente; così se un uomo ha i denti bianchi, la bianchezza appartiene primariamente non all'uomo ma ai suoi denti. Ma una cosa è dovunque assolutamente quando non le appartiene di essere dovunque accidentalmente, cioè, meramente su qualche supposizione; come un grano di miglio sarebbe dovunque, supponendo che non esistesse nessun altro corpo. Appartiene dunque a una cosa essere dovunque assolutamente quando, su qualsiasi supposizione, deve essere dovunque; e questo appartiene propriamente solo a Dio. Infatti qualunque numero di luoghi si supponga, anche se si supponesse un numero infinito oltre a quelli che già esistono, sarebbe necessario che Dio fosse in tutti loro; poiché nulla può esistere se non per Lui. Dunque essere dovunque primariamente e assolutamente appartiene a Dio ed è proprio a Lui: perché qualunque numero di luoghi si supponga esistere, Dio deve essere in tutti loro, non quanto a una parte di Lui, ma quanto al suo stesso sé.
Risposta all'obiezione 1: L'universale, e anche la materia prima sono invero dovunque; ma non secondo lo stesso modo di esistenza.
Risposta all'obiezione 2: Il numero, poiché è un accidente, non esiste, di per sé, nel luogo, ma accidentalmente; né l'intero ma solo parte di esso è in ciascuna delle cose numerate; onde non segue che sia primariamente e assolutamente dovunque.
Risposta all'obiezione 3: L'intero corpo dell'universo è dovunque, ma non primariamente; in quanto non è interamente in ogni luogo, ma secondo le sue parti; né ancora è dovunque assolutamente, perché, supponendo che esistessero altri luoghi oltre ad esso, non sarebbe in essi.
Risposta all'obiezione 4: Se esistesse un corpo infinito, sarebbe dovunque; ma secondo le sue parti.
Risposta all'obiezione 5: Se ci fosse un solo animale, la sua anima sarebbe dovunque primariamente invero, ma solo accidentalmente.
Risposta all'obiezione 6: Quando si dice che l'anima vede ovunque, questo può essere inteso in due sensi. In un senso l'avverbio "ovunque" determina l'atto del vedere da parte dell'oggetto; e in questo senso è vero che mentre vede i cieli, vede nei cieli; e allo stesso modo sente nei cieli; ma non segue che viva o esista nei cieli, perché vivere ed esistere non importano un atto che passa a un oggetto esteriore. In un altro senso può essere inteso secondo che l'avverbio determina l'atto del vedente, come procedente dal vedente; e così è vero che dove l'anima sente e vede, lì essa è, e lì vive secondo questo modo di parlare; e così non segue che sia dovunque.