I, q. 36 a. 2
Se lo Spirito Santo proceda dal Figlio.
Quaestio 36 · Della Persona dello Spirito Santo
Obiezione 1: Sembra che lo Spirito Santo non proceda dal Figlio. Infatti come dice Dionigi (Div. Nom. i): "Non dobbiamo osare dire nulla riguardo alla Divinità sostanziale eccetto ciò che ci è stato divinamente espresso dagli oracoli sacri". Ma nella Sacra Scrittura non ci viene detto che lo Spirito Santo procede dal Figlio; ma solo che Egli procede dal Padre, come appare da Gv 15,26: "Lo Spirito di verità, che procede dal Padre". Perciò lo Spirito Santo non procede dal Figlio.
Obiezione 2: Inoltre, nel credo del concilio di Costantinopoli (Can. vii) leggiamo: "Crediamo nello Spirito Santo, Signore e Vivificatore, che procede dal Padre; che con il Padre e il Figlio deve essere adorato e glorificato". Perciò non si dovrebbe aggiungere nel nostro Credo che lo Spirito Santo procede dal Figlio; e coloro che hanno aggiunto una tale cosa appaiono degni di anatema.
Obiezione 3: Inoltre, Damasceno dice (De Fide Orth. i): "Diciamo che lo Spirito Santo è dal Padre, e lo nominiamo spirito del Padre; ma non diciamo che lo Spirito Santo è dal Figlio, eppure lo nominiamo Spirito del Figlio". Perciò lo Spirito Santo non procede dal Figlio.
Obiezione 4: Inoltre, nulla procede da ciò in cui riposa. Ma lo Spirito Santo riposa nel Figlio; poiché è detto nella leggenda di Sant'Andrea: "Pace a voi e a tutti coloro che credono nell'unico Dio Padre, e nel suo unico Figlio nostro Signore Gesù Cristo, e nell'unico Spirito Santo che procede dal Padre e dimora nel Figlio". Perciò lo Spirito Santo non procede dal Figlio.
Obiezione 5: Inoltre, il Figlio procede come Verbo. Ma il nostro alito [spiritus] non sembra procedere in noi dalla nostra parola. Perciò lo Spirito Santo non procede dal Figlio.
Obiezione 6: Inoltre, lo Spirito Santo procede perfettamente dal Padre. Perciò è superfluo dire che Egli procede dal Figlio.
Obiezione 7: Inoltre "l'attuale e il possibile non differiscono nelle cose perpetue" (Phys. iii, testo 32), e molto meno in Dio. Ma è possibile per lo Spirito Santo essere distinto dal Figlio, anche se non procedesse da Lui. Infatti Anselmo dice (De Process. Spir. Sancti, ii): "Il Figlio e lo Spirito Santo hanno il loro Essere dal Padre; ma ciascuno in un modo diverso; uno per Nascita, l'altro per Processione, così che sono dunque distinti l'uno dall'altro". E più avanti dice: "Infatti anche se per nessun'altra ragione il Figlio e lo Spirito Santo fossero distinti, questa sola basterebbe". Perciò lo Spirito Santo è distinto dal Figlio, senza procedere da Lui.
In contrario, Atanasio dice: "Lo Spirito Santo è dal Padre e dal Figlio; non fatto, né creato, né generato, ma procedente".
Rispondo che, Si deve dire che lo Spirito Santo è dal Figlio. Infatti se Egli non fosse da Lui, non potrebbe in alcun modo essere distinto personalmente da Lui; come appare da quanto è stato detto sopra (Questione [28], Articolo [3]; Questione [30], Articolo [2]). Infatti non si può dire che le Persone divine siano distinte l'una dall'altra in senso assoluto; poiché ne seguirebbe che non ci sarebbe un'unica essenza delle tre persone: dato che tutto ciò che è detto di Dio in senso assoluto, appartiene all'unità dell'essenza. Perciò si deve dire che le persone divine sono distinte l'una dall'altra solo dalle relazioni. Ora le relazioni non possono distinguere le persone se non in quanto sono relazioni opposte; il che appare dal fatto che il Padre ha due relazioni, per una delle quali è relazionato al Figlio, e per l'altra allo Spirito Santo; ma queste non sono relazioni opposte, e perciò non fanno due persone, ma appartengono solo all'unica persona del Padre. Se dunque nel Figlio e nello Spirito Santo ci fossero solo due relazioni, per cui ciascuno di essi fosse relazionato al Padre, queste relazioni non sarebbero opposte l'una all'altra, come non lo sarebbero le due relazioni per cui il Padre è relazionato a loro. Quindi, come la persona del Padre è una, ne seguirebbe che la persona del Figlio e dello Spirito Santo sarebbe una, avendo due relazioni opposte alle due relazioni del Padre. Ma questo è eretico poiché distrugge la Fede nella Trinità. Perciò il Figlio e lo Spirito Santo devono essere relazionati l'uno all'altro da relazioni opposte. Ora non ci possono essere in Dio relazioni opposte l'una all'altra, eccetto relazioni di origine, come provato sopra (Questione [28], Articolo [44]). E le relazioni opposte di origine devono essere intese come di un "principio", e di ciò che è "dal principio". Perciò dobbiamo concludere che è necessario dire o che il Figlio è dallo Spirito Santo; cosa che nessuno dice; o che lo Spirito Santo è dal Figlio, come noi confessiamo.
Inoltre, l'ordine della processione di ciascuno concorda con questa conclusione. Infatti è stato detto sopra (Questione [27], Articoli [2],4; Questione [28], Articolo [4]), che il Figlio procede per via dell'intelletto come Verbo, e lo Spirito Santo per via della volontà come Amore. Ora l'amore deve procedere da un verbo. Infatti non amiamo nulla se non lo apprendiamo con una concezione mentale. Quindi anche in questo modo è manifesto che lo Spirito Santo procede dal Figlio.
Deriviamo una conoscenza della stessa verità dall'ordine stesso della natura. Infatti non troviamo da nessuna parte che più cose procedano da una senza ordine eccetto in quelle che differiscono solo per la loro materia; come per esempio un fabbro produce molti coltelli distinti l'uno dall'altro materialmente, senza alcun ordine l'uno rispetto all'altro; mentre nelle cose in cui non c'è solo una distinzione materiale troviamo sempre che esiste un certo ordine nella moltitudine prodotta. Quindi anche nell'ordine delle creature prodotte, si dispiega la bellezza della sapienza divina. Così se dall'unica Persona del Padre procedono due persone, il Figlio e lo Spirito Santo, ci deve essere un certo ordine tra loro. Né se ne può assegnare alcun altro eccetto l'ordine della loro natura, per cui uno è dall'altro. Perciò non si può dire che il Figlio e lo Spirito Santo procedano dal Padre in modo tale che nessuno di loro proceda dall'altro, a meno che non ammettiamo in loro una distinzione materiale; il che è impossibile.
Quindi anche gli stessi Greci riconoscono che la processione dello Spirito Santo ha un certo ordine rispetto al Figlio. Infatti concedono che lo Spirito Santo è lo Spirito "del Figlio"; e che Egli è dal Padre "attraverso il Figlio". Si dice anche che alcuni di loro concedano che "Egli è dal Figlio"; o che "Egli fluisce dal Figlio", ma non che Egli proceda; il che sembra derivare da ignoranza o ostinazione. Infatti una giusta considerazione della verità convincerà chiunque che la parola processione è quella più comunemente applicata a tutto ciò che denota origine di qualsiasi tipo. Infatti usiamo il termine per descrivere qualsiasi tipo di origine; come quando diciamo che una linea procede da un punto, un raggio dal sole, un ruscello da una sorgente, e similmente in ogni altra cosa. Quindi, concesso che lo Spirito Santo origini in qualsiasi modo dal Figlio, possiamo concludere che lo Spirito Santo procede dal Figlio.
Risposta all'obiezione 1: Non dobbiamo dire su Dio nulla che non si trovi nella Sacra Scrittura o esplicitamente o implicitamente. Ma sebbene non troviamo espresso verbalmente nella Sacra Scrittura che lo Spirito Santo procede dal Figlio, tuttavia lo troviamo nel senso della Scrittura, specialmente dove il Figlio dice, parlando dello Spirito Santo: "Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio" (Gv 16,14). È anche una regola della Sacra Scrittura che tutto ciò che è detto del Padre, si applica al Figlio, sebbene vi sia aggiunto un termine esclusivo; eccetto solo per quanto riguarda ciò che appartiene alle relazioni opposte, per cui il Padre e il Figlio sono distinti l'uno dall'altro. Infatti quando il Signore dice: "Nessuno conosce il Figlio, se non il Padre", l'idea che il Figlio conosca se stesso non è esclusa. Così dunque quando diciamo che lo Spirito Santo procede dal Padre, anche se si aggiungesse che procede dal Padre soltanto, il Figlio non sarebbe per questo affatto escluso; perché per quanto riguarda l'essere il principio dello Spirito Santo, il Padre e il Figlio non sono opposti l'uno all'altro, ma solo per quanto riguarda il fatto che uno è il Padre e l'altro è il Figlio.
Risposta all'obiezione 2: In ogni concilio della Chiesa è stato redatto un simbolo di fede per far fronte a qualche errore prevalente condannato nel concilio in quel tempo. Quindi i concili successivi non devono essere descritti come se facessero un nuovo simbolo di fede; ma ciò che era implicitamente contenuto nel primo simbolo è stato spiegato con qualche aggiunta diretta contro le eresie nascenti. Quindi nella decisione del concilio di Calcedonia si dichiara che coloro che erano congregati insieme nel concilio di Costantinopoli, tramandarono la dottrina sullo Spirito Santo, non implicando che mancasse qualcosa nella dottrina dei loro predecessori che si erano riuniti a Nicea, ma spiegando ciò che quei padri avevano inteso sulla materia. Perciò, poiché al tempo degli antichi concili l'errore di coloro che dicevano che lo Spirito Santo non procedeva dal Figlio non era sorto, non era necessario fare alcuna dichiarazione esplicita su quel punto; mentre, più tardi, quando sorsero certi errori, un altro concilio si riunì in occidente, e la materia fu esplicitamente definita dall'autorità del Romano Pontefice, per la cui autorità anche gli antichi concili furono convocati e confermati. Nondimeno la verità era contenuta implicitamente nella credenza che lo Spirito Santo procede dal Padre.
Risposta all'obiezione 3: I Nestoriani furono i primi a introdurre l'errore che lo Spirito Santo non procedesse dal Figlio, come appare in un credo nestoriano condannato nel concilio di Efeso. Questo errore fu abbracciato da Teodorico il Nestoriano, e da molti altri dopo di lui, tra i quali vi fu anche Damasceno. Quindi, in quel punto la sua opinione non deve essere tenuta. Sebbene, pure, sia stato asserito da alcuni che mentre Damasceno non confessava che lo Spirito Santo fosse dal Figlio, nemmeno quelle sue parole esprimono una negazione di ciò.
Risposta all'obiezione 4: Quando si dice che lo Spirito Santo riposa o dimora nel Figlio, non significa che Egli non proceda da Lui; infatti anche il Figlio si dice che dimora nel Padre, sebbene proceda dal Padre. Inoltre si dice che lo Spirito Santo riposa nel Figlio come l'amore dell'amante dimora nell'amato; o in riferimento alla natura umana di Cristo, in ragione di ciò che è scritto: "Colui sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito, è colui che battezza" (Gv 1,33).
Risposta all'obiezione 5: Il Verbo in Dio non è preso secondo la similitudine della parola vocale, da cui l'alito [spiritus] non procede; poiché sarebbe allora solo metaforico; ma secondo la similitudine del verbo mentale, da cui procede l'amore.
Risposta all'obiezione 6: Per la ragione che lo Spirito Santo procede dal Padre perfettamente, non solo non è superfluo dire che Egli procede dal Figlio, ma piuttosto è assolutamente necessario. In quanto un'unica potenza appartiene al Padre e al Figlio; e perché tutto ciò che è dal Padre, deve essere dal Figlio a meno che non sia opposto alla proprietà della filiazione; infatti il Figlio non è da se stesso, sebbene sia dal Padre.
Risposta all'obiezione 7: Lo Spirito Santo è distinto dal Figlio, in quanto l'origine dell'uno è distinta dall'origine dell'altro; ma la differenza stessa di origine viene dal fatto che il Figlio è solo dal Padre, mentre lo Spirito Santo è dal Padre e dal Figlio; poiché altrimenti le processioni non sarebbero distinte l'una dall'altra, come spiegato sopra, e nella Questione [27].