I, q. 21 a. 3
Se la misericordia possa essere attribuita a Dio
Quaestio 21 · La giustizia e la misericordia di Dio
Obiezione 1: Sembra che la misericordia non possa essere attribuita a Dio. Infatti la misericordia è una specie di tristezza, come dice Damasceno (De Fide Orth. ii, 14). Ma non vi è tristezza in Dio; e dunque non vi è misericordia in Lui.
Obiezione 2: Inoltre, la misericordia è un rilassamento della giustizia. Ma Dio non può rimettere ciò che appartiene alla sua giustizia. Infatti si dice (2 Tm 2,13): "Se non crediamo, Egli rimane fedele: non può rinnegare se stesso". Ma Egli rinnegherebbe se stesso, come dice una glossa, se rinnegasse le sue parole. Dunque la misericordia non si addice a Dio.
In contrario, sta scritto (Sal 110,4): "Egli è un Signore misericordioso e pietoso".
Rispondo che, la misericordia deve essere attribuita a Dio specialmente quanto all'effetto, ma non come affetto di passione. A prova di ciò si deve considerare che una persona si dice misericordiosa [misericors], come avendo, per così dire, il cuore misero [miserum cor]; essendo affetta da tristezza per la miseria altrui come se fosse la propria. Da ciò segue che si adopera per scacciare la miseria dell'altro, come se fosse la sua; e questo è l'effetto della misericordia. Rattristarsi, dunque, per la miseria altrui non appartiene a Dio; ma gli appartiene propriamente scacciare tale miseria, qualunque sia il difetto che chiamiamo con quel nome. Ora i difetti non vengono rimossi se non dalla perfezione di qualche tipo di bontà; e la fonte primaria della bontà è Dio, come mostrato sopra (Q. 6, Art. 4). Si deve tuttavia considerare che elargire perfezioni non appartiene solo alla bontà divina, ma anche alla sua giustizia, liberalità e misericordia; tuttavia sotto diversi aspetti. La comunicazione delle perfezioni, considerata in assoluto, appartiene alla bontà, come mostrato sopra (Q. 6, Artt. 1,4); in quanto le perfezioni sono date alle cose in proporzione, il loro conferimento appartiene alla giustizia, come è stato già detto (Art. 1); in quanto Dio non le elargisce per propria utilità, ma solo a motivo della sua bontà, appartiene alla liberalità; in quanto le perfezioni date alle cose da Dio espellono i difetti, appartiene alla misericordia.
Risposta all'obiezione 1: Questo argomento si basa sulla misericordia considerata come affetto di passione.
Risposta all'obiezione 2: Dio agisce misericordiosamente, non andando contro la sua giustizia, ma facendo qualcosa di più della giustizia; così un uomo che paga a un altro duecento denari, pur dovendogliene solo cento, non fa nulla contro la giustizia, ma agisce liberalmente o misericordiosamente. Il caso è lo stesso per chi perdona un'offesa commessa contro di lui, poiché nel rimetterla si può dire che faccia un dono. Onde l'Apostolo chiama la remissione un donare: "Perdonatevi a vicenda, come Cristo ha perdonato voi" (Ef 4,32). È dunque chiaro che la misericordia non distrugge la giustizia, ma in un certo senso ne è la pienezza. E così si dice: "La misericordia ha la meglio sul giudizio" (Gc 2,13).