I, q. 117 a. 3
Se l'uomo con la potenza della sua anima possa immutare la materia corporea?
Quaestio 117 · Delle cose che riguardano l'azione dell'uomo
Obiezione 1: Sembra che l'uomo con la potenza della sua anima possa immutare la materia corporea. Poiché Gregorio dice (Dialog. ii, 30): "I santi operano miracoli talvolta con la preghiera, talvolta con la loro potenza: così Pietro, con la preghiera, risuscitò la morta Tabita alla vita, e con il suo rimprovero consegnò alla morte i bugiardi Anania e Saffira". Ma nell'operare miracoli si compie un mutamento nella materia corporea. Dunque gli uomini, con la potenza dell'anima, possono immutare la materia corporea.
Obiezione 2: Inoltre, su queste parole (Gal 3,1): "Chi vi ha affascinati, che non obbediate alla verità?", la glossa dice che "alcuni hanno occhi fiammeggianti, i quali con un solo sguardo affascinano gli altri, specialmente i bambini". Ma questo non avverrebbe se la potenza dell'anima non potesse immutare la materia corporea. Dunque l'uomo può immutare la materia corporea con la potenza della sua anima.
Obiezione 3: Inoltre, il corpo umano è più nobile degli altri corpi inferiori. Ma per l'apprensione dell'anima umana il corpo umano è mutato al caldo e al freddo, come appare quando un uomo è adirato o impaurito: anzi questo mutamento talvolta va così lontano da portare malattia e morte. Molto più, dunque, l'anima umana può con la sua potenza immutare la materia corporea.
In contrario, Agostino dice (De Trin. iii, 8): "La materia corporea obbedisce a Dio solo a piacimento".
Rispondo che, Come affermato sopra (Questione [110], Articolo [2]), la materia corporea non è mutata (alla ricezione di) una forma se non o da qualche agente composto di materia e forma, o da Dio Stesso, nel quale sia la materia che la forma preesistono virtualmente, come nella causa primordiale di entrambe. Pertanto anche degli angeli abbiamo affermato (Questione [110], Articolo [2]) che non possono immutare la materia corporea con la loro potenza naturale, eccetto impiegando agenti corporei per la produzione di certi effetti. Molto meno dunque può l'anima, con la sua potenza naturale, immutare la materia corporea, eccetto per mezzo di corpi.
Risposta all'obiezione 1: Si dice che i santi operano miracoli per la potenza della grazia, non della natura. Questo è chiaro da ciò che dice Gregorio nello stesso luogo: "Coloro che sono figli di Dio, in potenza, come dice Giovanni — quale meraviglia c'è che operino miracoli con quella potenza?"
Risposta all'obiezione 2: Avicenna assegna la causa della fascinazione al fatto che la materia corporea ha una tendenza naturale a obbedire alla sostanza spirituale piuttosto che agli agenti contrari naturali. Dunque quando l'anima è di forte immaginazione, può immutare la materia corporea. Egli dice che questa è la causa del "malocchio".
Ma è stato mostrato sopra (Questione [110], Articolo [2]) che la materia corporea non obbedisce alle sostanze spirituali a piacimento, ma al Creatore solo. Dunque è meglio dire che da una forte immaginazione gli spiriti (corporei) del corpo unito a quell'anima sono immutati, il quale mutamento negli spiriti avviene specialmente negli occhi, ai quali gli spiriti più sottili possono giungere. E gli occhi infettano l'aria che è in contatto con essi fino a una certa distanza: nello stesso modo in cui un nuovo e chiaro specchio contrae una macchia dallo sguardo di una donna mestruata, come dice Aristotele (De Somn. et Vigil.; [De Insomniis ii]).
Quindi quando un'anima è veementemente mossa alla malvagità, come accade per lo più nelle vecchiette, secondo la spiegazione suddetta, il volto diventa velenoso e nocivo, specialmente per i bambini, che hanno un corpo tenero e molto impressionabile. È anche possibile che per permesso di Dio, o per qualche fatto nascosto, i demoni malevoli cooperino in questo, poiché le streghe possono avere qualche patto con loro.
Risposta all'obiezione 3: L'anima è unita al corpo come sua forma; e l'appetito sensitivo, che obbedisce alla ragione in un certo modo, come affermato sopra (Questione [81], Articolo [3]), è l'atto di un organo corporeo. Dunque all'apprensione dell'anima umana, l'appetito sensitivo deve necessariamente essere mosso con una concomitante operazione corporea. Ma l'apprensione dell'anima umana non basta a operare un mutamento nei corpi esteriori, se non per mezzo di un mutamento nel corpo unito ad essa, come affermato sopra (ad 2).