III, q. 28 a. 2
Se la Madre di Cristo sia stata vergine nel parto
Quaestio 28 · Della verginità della Madre di Dio
Obiezione 1: Sembra che la Madre di Cristo non sia stata vergine nel suo Parto. Infatti Ambrogio dice su Lc 2,23: "Colui che santificò un grembo estraneo, per la nascita di un profeta, è Colui che aprì il grembo di sua Madre, affinché potesse uscire immacolato". Ma l'apertura del grembo esclude la verginità. Dunque la Madre di Cristo non fu vergine nel suo Parto.
Obiezione 2: Inoltre, nulla avrebbe dovuto aver luogo nel mistero di Cristo che facesse sembrare il suo corpo irreale. Ora sembra appartenere non a un corpo vero ma a uno irreale il poter passare attraverso un passaggio chiuso; poiché due corpi non possono essere nello stesso luogo allo stesso tempo. Era dunque sconveniente che il corpo di Cristo uscisse dal grembo chiuso di sua Madre: e di conseguenza che ella rimanesse vergine nel darlo alla luce.
Obiezione 3: Inoltre, come dice Gregorio nell'Omelia per l'ottava di Pasqua, entrando dopo la sua Risurrezione dove erano riuniti i discepoli, a porte chiuse, nostro Signore "mostrò che il suo corpo era lo stesso per natura ma differiva per gloria": cosicché sembra che passare attraverso un passaggio chiuso appartenga a un corpo glorificato. Ma il corpo di Cristo non era glorificato nella sua concezione, ma era passibile, avendo "la somiglianza della carne del peccato", come dice l'Apostolo (Rm 8,3). Dunque Egli non uscì attraverso il grembo chiuso della Vergine.
In contrario, In un sermone del Concilio di Efeso (P. III, Cap. ix) si dice: "Dopo aver partorito, la natura non conosce vergine: ma la grazia accresce la sua fecondità e attua la sua maternità, mentre in nessun modo lede la sua verginità". Dunque la Madre di Cristo fu vergine anche nel darlo alla luce.
Rispondo che, Senza alcun dubbio dobbiamo asserire che la Madre di Cristo fu vergine anche nel suo Parto: poiché il profeta non dice solo: "Ecco, la vergine concepirà", ma aggiunge: "e partorirà un figlio". Questo invero era conveniente per tre ragioni. Primo, perché ciò era in accordo con una proprietà di Colui la cui Nascita è in questione, poiché Egli è il Verbo di Dio. Infatti il verbo non solo è concepito nella mente senza corruzione, ma procede anche dalla mente senza corruzione. Perciò, per mostrare che quel corpo era il corpo dello stesso Verbo di Dio, era conveniente che nascesse da una vergine incorrotta. Onde nel sermone del Concilio di Efeso (citato sopra) leggiamo: "Chiunque partorisce pura carne, cessa di essere vergine. Ma poiché ella diede alla luce il Verbo fatto carne, Dio salvaguardò la sua verginità per manifestare il suo Verbo, mediante il quale Verbo Egli manifestò così Se stesso: poiché né la nostra parola, quando viene proferita, corrompe la mente; né Dio, il Verbo sostanziale, degnandosi di nascere, distrugge la verginità".
Secondo, questo è conveniente riguardo all'effetto dell'Incarnazione di Cristo: poiché Egli venne per questo scopo, per togliere la nostra corruzione. Perciò è sconveniente che nel suo Parto Egli corrompesse la verginità di sua Madre. Così Agostino dice in un sermone sulla Natività di Nostro Signore: "Non era giusto che Colui che veniva a guarire la corruzione, violasse con il suo avvento l'integrità".
Terzo, era conveniente che Colui che ci ha comandato di onorare il padre e la madre non diminuisse nel suo Parto l'onore dovuto a sua Madre.
Risposta all'obiezione 1: Ambrogio dice questo esponendo la citazione dell'evangelista dalla Legge: "Ogni maschio che apre il grembo sarà chiamato santo per il Signore". Questo, dice Beda, "è detto riguardo al modo consueto di nascita; non che dobbiamo credere che nostro Signore uscendo abbia violato la dimora del suo sacro grembo, che il suo ingresso vi aveva santificato". Perciò l'apertura di cui si parla qui non implica lo sblocco della chiusura della purezza verginale; ma la semplice uscita dell'infante dal grembo materno.
Risposta all'obiezione 2: Cristo volle mostrare la realtà del suo corpo in modo tale da manifestare allo stesso tempo la sua Divinità. Per questa ragione Egli mescolò cose mirabili con cose umili. Perciò, per mostrare che il suo corpo era reale, nacque da una donna. Ma per manifestare la sua Divinità, nacque da una vergine, poiché "tale Parto si addice a un Dio", come dice Ambrogio nell'inno di Natale.
Risposta all'obiezione 3: Alcuni hanno sostenuto che Cristo, nel suo Parto, assunse il dono della "sottigliezza", quando uscì dal grembo chiuso di una vergine; e che assunse il dono dell'"agilità" quando con piedi asciutti camminò sul mare. Ma questo non è coerente con quanto è stato deciso sopra (Questione 14). Infatti questi doni di un corpo glorificato risultano da una sovrabbondanza della gloria dell'anima sul corpo, come spiegheremo più avanti, trattando dei corpi glorificati (XP, Questione 82): ed è stato detto sopra (Questione 13, Articolo 3, ad 1; Questione 16, Articolo 1, ad 2) che prima della sua Passione Cristo "permise alla sua carne di fare e di patire ciò che le era proprio" (Damasceno, De Fide Orth. iii): né vi fu tale sovrabbondanza di gloria dalla sua anima sul suo corpo.
Dobbiamo dunque dire che tutte queste cose avvennero miracolosamente per potenza Divina. Onde Agostino dice (Sup. Joan. Tract. 121): "Alla sostanza di un corpo in cui era la Divinità le porte chiuse non erano ostacolo. Infatti poteva veramente entrare per porte non aperte, Colui nel cui Parto la verginità di sua Madre rimase inviolata". E Dionigi dice in un'epistola (Ad Caium iv) che "Cristo eccelleva sull'uomo nel fare ciò che è proprio dell'uomo: questo è mostrato nella sua concezione soprannaturale, da una vergine, e nelle acque instabili che sostenevano il peso di piedi terreni".