Suppl., q. 93 a. 2
Se i gradi di beatitudine debbano essere chiamati mansioni
Quaestio 93 · Della felicità dei santi e delle loro dimore
Obiezione 1: Sembra che i gradi di beatitudine non debbano essere chiamati mansioni. Infatti la beatitudine implica la nozione di ricompensa: mentre mansione non denota nulla che pertenga a una ricompensa. Dunque i vari gradi di beatitudine non dovrebbero essere chiamati mansioni.
Obiezione 2: Inoltre, mansione sembra denotare un luogo. Ora il luogo dove il santo sarà beatificato non è corporeo ma spirituale, cioè Dio che è uno. Dunque non vi è che una sola mansione: e di conseguenza i vari gradi di beatitudine non dovrebbero essere chiamati mansioni.
Obiezione 3: Inoltre, come in cielo ci saranno uomini di vari meriti, così ce ne sono ora in purgatorio, e ce n'erano nel limbo dei padri. Ma non si distinguono varie mansioni nel purgatorio e nel limbo. Dunque allo stesso modo non dovrebbero essere distinte neppure in cielo.
In contrario, Sta scritto (Gv 14,2): "Nella casa del Padre mio vi sono molte mansioni": e Agostino espone questo in riferimento ai diversi gradi di ricompense (Tract. lxvii in Joan.).
Inoltre, in ogni città ben ordinata vi è una distinzione di mansioni. Ora il regno celeste è paragonato a una città (Apoc. 21,2). Dunque dobbiamo distinguere varie mansioni lì secondo i vari gradi di beatitudine.
Rispondo che, Poiché il movimento locale precede tutti gli altri movimenti, i termini di movimento, distanza e simili sono derivati dal movimento locale a tutti gli altri movimenti secondo il Filosofo (Phys., liber viii, 7). Ora il termine del movimento locale è un luogo, e quando una cosa è arrivata a quel luogo rimane lì a riposo ed è mantenuta in esso. Quindi in ogni movimento questo stesso riposo al termine del movimento è chiamato collocazione o mansione. Perciò, poiché il termine movimento è trasferito alle azioni dell'appetito e della volontà, il conseguimento del fine di un movimento appetitivo è chiamato mansione o collocazione: cosicché l'unità di una casa corrisponde all'unità della beatitudine, la quale unità è dalla parte dell'oggetto, e la pluralità delle mansioni corrisponde alle differenze di beatitudine dalla parte dei beati: proprio come osserviamo nelle cose naturali che c'è un medesimo luogo in alto verso cui tendono tutti gli oggetti leggeri, mentre ciascuno lo raggiunge più da vicino, secondo quanto è più leggero, cosicché hanno varie mansioni corrispondenti alla loro varia leggerezza.
Risposta all'obiezione 1: Mansione implica la nozione di fine e di conseguenza di ricompensa che è il fine del merito.
Risposta all'obiezione 2: Sebbene vi sia un solo luogo spirituale, vi sono diversi gradi di avvicinamento ad esso: e le varie mansioni corrispondono a questi.
Risposta all'obiezione 3: Coloro che erano nel limbo o sono ora in purgatorio non hanno ancora raggiunto il loro fine. Perciò non si distinguono varie mansioni nel purgatorio o nel limbo, ma solo in cielo e all'inferno, dove è il fine dei buoni e dei malvagi.