Suppl., q. 76 a. 2
Se il suono della tromba sarà causa della nostra risurrezione
Quaestio 76 · Della causa della risurrezione
Obiezione 1: Sembra che il suono della tromba non sarà la causa della nostra risurrezione. Infatti il Damasceno dice (De Fide Orth. iv): "Devi credere che la risurrezione avverrà per volontà, potenza e cenno di Dio". Dunque, poiché queste sono una causa sufficiente della nostra risurrezione, non dovremmo assegnare il suono della tromba come causa di essa.
Obiezione 2: Inoltre, è inutile produrre suoni per chi non può udire. Ma i morti non avranno l'udito. Dunque è sconveniente produrre un suono per risvegliarli.
Obiezione 3: Inoltre, se un suono è causa della risurrezione, ciò avverrà solo per una potenza data da Dio al suono: perciò una glossa su Sal 67,34, "Egli darà alla sua voce la voce della potenza", dice: "per risvegliare i nostri corpi". Ora, dal momento in cui una potenza è data a una cosa, anche se data miracolosamente, l'atto che ne consegue è naturale, come nel caso del cieco nato che, dopo aver riacquistato la vista, vedeva naturalmente. Dunque, se un suono fosse la causa della risurrezione, la risurrezione sarebbe naturale: il che è falso.
In contrario, Sta scritto (1 Ts 4,15): "Il Signore stesso scenderà dal cielo... con la tromba di Dio; e i morti che sono in Cristo risorgeranno".
Inoltre, sta scritto (Gv 5,28) che "quelli che sono nei sepolcri udranno la voce del Figlio di Dio... e (Gv 5,25) quelli che l'avranno udita vivranno". Ora questa voce è chiamata tromba, come affermato nel testo (Sent. iv, D, 43). Dunque, ecc.
Rispondo che, Causa ed effetto devono necessariamente essere in qualche modo uniti insieme, poiché il motore e il mosso, il facente e il fatto, sono simultanei (Phys. vii, 2). Ora Cristo che risorge è la causa univoca della nostra risurrezione: perciò alla risurrezione dei corpi, conviene che Cristo operi la risurrezione al darsi di qualche segno corporeo comune. Secondo alcuni questo segno sarà letteralmente la voce di Cristo che comanda la risurrezione, proprio come Egli comandò al mare e la tempesta cessò (Mt 8,26). Altri dicono che questo segno non sarà altro che l'apparizione manifesta del Figlio di Dio nel mondo, secondo le parole di Mt 24,27: "Come la folgore viene da oriente e appare fino a occidente, così sarà anche la venuta del Figlio dell'uomo". Questi si basano sull'autorità di Gregorio [*Moral. xxxi, citato da S. Alberto Magno, Sentent. iv, D, 42, Articolo [4]] che dice che "il suono della tromba non è altro che il Figlio che appare al mondo come giudice". Secondo questo, la presenza visibile del Figlio di Dio è chiamata la sua voce, perché non appena Egli apparirà tutta la natura obbedirà al suo comando nel restituire i corpi umani: perciò Egli è descritto come veniente "con comando" (1 Ts 4,15). In questo modo la sua apparizione, in quanto ha forza di comando, è chiamata la sua voce: la quale voce, qualunque essa sia, è talvolta chiamata grido [*Mt 25,6], come di un banditore che convoca al giudizio; talvolta suono di tromba [*1 Cor 15,52; 1 Ts 4,15], o a motivo della sua distinzione, come affermato nel testo (Sent. iv, D, 43), o in quanto conforme all'uso della tromba nell'Antico Testamento: poiché con la tromba essi venivano convocati al consiglio, incitati alla battaglia e chiamati alla festa; e coloro che risorgono saranno convocati al consiglio del giudizio, alla battaglia in cui "il mondo combatterà... contro gli insensati" (Sap 5,21), e alla festa della solennità eterna.
Risposta all'obiezione 1: In quelle parole il Damasceno tocca tre cose riguardanti la causa materiale della risurrezione: cioè, la volontà Divina che comanda, la potenza che esegue, e la facilità di esecuzione, quando aggiunge "cenno", a somiglianza delle nostre faccende: poiché è molto facile per noi fare ciò che è fatto subito alla nostra parola. Ma la facilità è molto più evidente se, prima che diciamo una parola, i nostri servi eseguono la nostra volontà subito al primo segno della nostra volontà, il quale segno è chiamato cenno: e questo cenno è una sorta di causa di quella esecuzione, in quanto altri sono da esso indotti a compiere la nostra volontà. E il cenno Divino, al quale avverrà la risurrezione, non è altro che il segno dato da Dio, al quale tutta la natura obbedirà concorrendo alla risurrezione dei morti. Questo segno è lo stesso del suono della tromba, come spiegato sopra.
Risposta all'obiezione 2: Come le forme del Sacramento hanno il potere di santificare, non per il fatto di essere udite, ma per il fatto di essere pronunciate: così questo suono, qualunque esso sia, avrà un'efficacia strumentale di risurrezione, non per il fatto di essere percepito, ma per il fatto di essere emesso. Allo stesso modo un suono, mediante la pulsazione dell'aria, risveglia chi dorme, sbloccando l'organo di percezione, e non perché è conosciuto: poiché il giudizio sul suono che giunge alle orecchie è posteriore al risveglio e non ne è la causa.
Risposta all'obiezione 3: Questo argomento varrebbe se la potenza data a quel suono fosse un essere completo in natura: perché allora ciò che ne procederebbe avrebbe per principio una potenza già resa naturale. Ma questa potenza non è di quel genere, bensì tale quale abbiamo attribuito sopra alle forme dei Sacramenti (Sent. iv, D, 1; FP, Questione [62], Articoli [1],4).