II-II, q. 99 a. 2
Se il sacrilegio sia un peccato speciale
Quaestio 99 · Del sacrilegio
Obiezione 1: Sembra che il sacrilegio non sia un peccato speciale. Si afferma infatti (XVII, qu. iv): "Commettono sacrilegio coloro che per ignoranza peccano contro la santità della legge, la violano e la profanano con la loro negligenza". Ma questo avviene in ogni peccato, perché il peccato è "una parola, un fatto o un desiderio contrario alla legge di Dio", secondo Agostino (Contra Faust. xxi, 27). Dunque il sacrilegio è un peccato generale.
Obiezione 2: Inoltre, nessun peccato speciale è compreso sotto diversi generi di peccato. Ora il sacrilegio è compreso sotto diversi generi di peccato, per esempio sotto l'omicidio, se uno uccide un sacerdote; sotto la lussuria, come la violazione di una vergine consacrata, o di qualsiasi donna in un luogo sacro; sotto il furto, se uno ruba una cosa sacra. Dunque il sacrilegio non è un peccato speciale.
Obiezione 3: Inoltre, ogni peccato speciale si trova separato dagli altri peccati, come afferma il Filosofo parlando della giustizia speciale (Ethic. v, 11). Ma, a quanto pare, il sacrilegio non si trova separato dagli altri peccati; poiché è talvolta unito al furto, talvolta all'omicidio, come detto nell'obiezione precedente. Dunque non è un peccato speciale.
In contrario, Ciò che si oppone a una virtù speciale è un peccato speciale. Ma il sacrilegio si oppone a una virtù speciale, cioè la religione, alla quale spetta riverire Dio e le cose divine. Dunque il sacrilegio è un peccato speciale.
Rispondo che, Ovunque troviamo una speciale ragione di deformità, deve necessariamente esserci un peccato speciale; perché la specie di una cosa deriva principalmente dalla sua ragione formale, e non dalla sua materia o soggetto. Ora nel sacrilegio troviamo una speciale ragione di deformità, vale a dire la violazione di una cosa sacra trattandola con irriverenza. Quindi è un peccato speciale.
Inoltre, si oppone alla religione. Infatti, secondo il Damasceno (De Fide Orth. iv, 3), "Quando la porpora è stata trasformata in veste regale, le rendiamo onore e omaggio, e se qualcuno la disonora è condannato a morte", in quanto agisce contro il re: e allo stesso modo se un uomo viola una cosa sacra, così facendo il suo comportamento è contrario alla riverenza dovuta a Dio e di conseguenza è colpevole di irreligiosità.
Risposta all'obiezione 1: Si dice che peccano contro la santità della legge divina coloro che assalgono la legge di Dio, come fanno gli eretici e i bestemmiatori. Costoro sono colpevoli di infedeltà, non credendo in Dio; e di sacrilegio, pervertendo le parole della legge divina.
Risposta all'obiezione 2: Nulla impedisce che una specifica specie di peccato si trovi in vari generi di peccato, in quanto vari peccati sono ordinati al fine di un solo peccato, proprio come accade nel caso delle virtù comandate da una sola virtù. In questo modo, con qualunque genere di peccato un uomo agisca contro la riverenza dovuta alle cose sacre, commette formalmente un sacrilegio; sebbene il suo atto contenga materialmente vari generi di peccato.
Risposta all'obiezione 3: Il sacrilegio si trova talvolta separato da altri peccati, quando il suo atto non ha altra deformità che la violazione di una cosa sacra: per esempio, se un giudice prelevasse una persona da un luogo sacro, mentre avrebbe potuto legittimamente prelevarla altrove.