II-II, q. 9 a. 1
Se la scienza sia un dono
Quaestio 9 · Del dono della scienza
Obiezione 1: Sembra che la scienza non sia un dono. Infatti i doni dello Spirito Santo trascendono le facoltà naturali. Ma la scienza implica un effetto della ragione naturale: dice infatti il Filosofo (Poster. i, 2) che la "dimostrazione è un sillogismo che produce scienza". Dunque la scienza non è un dono dello Spirito Santo.
Obiezione 2: Inoltre, i doni dello Spirito Santo sono comuni a tutte le persone sante, come detto sopra (Question [8], Article [4]; FS, Question [68], Article [5]). Ora Agostino dice (De Trin. xiv, 1) che "molti fedeli mancano di scienza, sebbene abbiano la fede". Dunque la scienza non è un dono.
Obiezione 3: Inoltre, i doni sono più perfetti delle virtù, come detto sopra (FS, Question [68], Article [8]). Perciò un solo dono è sufficiente per la perfezione di una virtù. Ora il dono dell'intelletto risponde alla virtù della fede, come detto sopra (Question [8], Article [2]). Dunque il dono della scienza non risponde a tale virtù, né appare a quale altra virtù possa rispondere. Poiché, dunque, i doni sono perfezioni delle virtù, come detto sopra (FS, Question [68], Articles [1],2), sembra che la scienza non sia un dono.
In contrario, La scienza è annoverata tra i sette doni (Is. 11,2).
Rispondo che, La grazia è più perfetta della natura e, pertanto, non viene meno in quelle cose in cui l'uomo può essere perfezionato dalla natura. Ora, quando un uomo, mediante la sua ragione naturale, dà l'assenso del suo intelletto a qualche verità, viene perfezionato in due modi rispetto a quella verità: primo, perché la coglie; secondo, perché forma su di essa un giudizio certo.
Di conseguenza, due cose sono richieste affinché l'intelletto umano possa assentire perfettamente alla verità della fede: una di queste è che egli abbia una sana percezione delle cose che vengono proposte a credere, e questo appartiene al dono dell'intelletto, come detto sopra (Question [8], Article [6]); mentre l'altra è che egli abbia un giudizio certo e retto su di esse, così da discernere ciò che deve essere creduto da ciò che non deve essere creduto, e per questo è richiesto il dono della scienza.
Risposta all'obiezione 1: La certezza della scienza varia nelle diverse nature, secondo le diverse condizioni di ciascuna natura. Poiché l'uomo forma un giudizio certo su una verità mediante il processo discorsivo della sua ragione: e così la scienza umana è acquisita per mezzo del ragionamento dimostrativo. D'altra parte, in Dio, vi è un giudizio certo della verità, senza alcun processo discorsivo, per semplice intuizione, come è stato detto nella FP, Question [14], Article [7]; perciò la scienza di Dio non è discorsiva, o argomentativa, ma assoluta e semplice, alla quale è assimilata quella scienza che è un dono dello Spirito Santo, poiché ne è una somiglianza partecipata.
Risposta all'obiezione 2: Si può avere una duplice scienza riguardo alle materie di fede. Una è la scienza di ciò che si deve credere, discernendo le cose da credere da quelle da non credere: in questo modo la scienza è un dono ed è comune a tutte le persone sante. L'altra è una scienza riguardo alle materie di fede, per cui uno sa non solo ciò che deve credere, ma anche come far conoscere la fede, come indurre gli altri a credere e confutare coloro che negano la fede. Questa scienza è annoverata tra le grazie gratis datae, che non sono date a tutti, ma ad alcuni. Quindi Agostino, dopo le parole citate, aggiunge: "Altra cosa è sapere soltanto che cosa l'uomo debba credere, e altra cosa è sapere come dispensare ciò che si crede ai pii, e difenderlo contro gli empi".
Risposta all'obiezione 3: I doni sono più perfetti delle virtù morali e intellettuali; ma non sono più perfetti delle virtù teologali; piuttosto tutti i doni sono ordinati alla perfezione delle virtù teologali, come al loro fine. Quindi non è irragionevole se più doni sono ordinati a una sola virtù teologale.