III, q. 30 a. 4
Se l'Annunciazione sia avvenuta secondo un ordine conveniente
Quaestio 30 · Dell'Annunciazione della Beata Vergine
Obiezione 1: Sembra che l'Annunciazione non sia avvenuta secondo un ordine conveniente. Infatti la dignità della Madre di Dio risulta dal figlio che ha concepito. Ma la causa dovrebbe essere resa nota prima dell'effetto. Dunque l'angelo avrebbe dovuto annunciare alla Vergine la concezione del suo bambino prima di riconoscere la sua dignità nel salutarla.
Obiezione 2: Inoltre, la prova dovrebbe essere omessa nelle cose che non ammettono dubbio; e premessa dove il dubbio è possibile. Ma l'angelo sembra aver prima annunciato ciò di cui la vergine poteva dubitare, e che, a causa del suo dubbio, le avrebbe fatto chiedere: "Come avverrà questo?", e successivamente aver dato la prova, allegando sia l'esempio di Elisabetta sia l'onnipotenza di Dio. Dunque l'Annunciazione fu fatta dall'angelo in un ordine non conveniente.
Obiezione 3: Inoltre, il più grande non può essere adeguatamente provato dal meno grande. Ma era un prodigio più grande per una vergine che per una vecchia donna essere incinta. Dunque la prova dell'angelo era insufficiente a dimostrare la concezione di una vergine da quella di una vecchia donna.
In contrario, sta scritto (Rm 13,1): "Quelle cose che sono da Dio, sono ordinate". Ora l'angelo fu "mandato da Dio" ad annunciare alla Vergine, come si narra in Lc 1,26. Dunque l'Annunciazione fu fatta dall'angelo nell'ordine più perfetto.
Rispondo che, L'Annunciazione fu fatta dall'angelo in modo conveniente. Infatti l'angelo aveva un triplice scopo riguardo alla Vergine. Primo, attirare la sua attenzione alla considerazione di una materia di tale importanza. Fece questo salutandola con un saluto nuovo e insolito. Perciò Origene dice, commentando Luca (Hom. vi), che se "avesse saputo che parole simili erano state indirizzate a qualcun altro, lei, che aveva conoscenza della Legge, non si sarebbe mai stupita della apparente stranezza del saluto". Nel quale saluto iniziò asserendo la sua degnità alla concezione, dicendo: "Piena di grazia"; poi annunciò la concezione con le parole: "Il Signore è con te"; e poi predisse l'onore che ne sarebbe derivato a lei, dicendo: "Benedetta tu fra le donne".
Secondo, si propose di istruirla sul mistero dell'Incarnazione, che doveva compiersi in lei. Fece questo predicendo la concezione e la nascita, dicendo: "Ecco, concepirai nel grembo", ecc.; e dichiarando la dignità del bambino concepito, dicendo: "Egli sarà grande"; e inoltre, facendo conoscere il modo della concezione, quando disse: "Lo Spirito Santo scenderà su di te".
Terzo, si propose di condurre la sua mente al consenso. Fece questo con l'esempio di Elisabetta e con l'argomento dell'onnipotenza Divina.
Risposta all'obiezione 1: Per una mente umile nulla è più sorprendente che sentire la propria eccellenza. Ora, la meraviglia è efficacissima nell'attirare l'attenzione della mente. Pertanto l'angelo, desideroso di attirare l'attenzione della Vergine all'ascolto di un così grande mistero, iniziò lodandola.
Risposta all'obiezione 2: Ambrogio dice esplicitamente su Lc 1,34, che la Beata Vergine non dubitò delle parole dell'angelo. Infatti dice: "La risposta di Maria è più temperata delle parole del sacerdote. Ella dice: Come avverrà questo? Egli risponde: Da che cosa conoscerò questo? Egli nega di credere, poiché nega di sapere questo. Ella non dubita del compimento quando chiede come avverrà".
Agostino, tuttavia, sembra asserire che ella dubitò. Infatti dice (De Qq. Vet. et Nov. Test. qu. li): "A Maria, in dubbio sulla concezione, l'angelo dichiara la possibilità di essa". Ma tale dubbio è di meraviglia piuttosto che di incredulità. E così l'angelo adduce una prova, non come cura per l'incredulità, ma per rimuovere il suo stupore.
Risposta all'obiezione 3: Come dice Ambrogio (Hexaemeron v): "Per questa ragione molte donne sterili avevano partorito figli, affinché il parto verginale potesse essere credibile".
La concezione della sterile Elisabetta è dunque addotta, non come un argomento sufficiente, ma come una sorta di esempio figurativo: di conseguenza, a sostegno di questo esempio, viene aggiunto l'argomento convincente tratto dall'onnipotenza Divina.