III, q. 30 a. 3
Se l'angelo dell'annunciazione dovesse apparire alla Vergine in una visione corporea
Quaestio 30 · Dell'Annunciazione della Beata Vergine
Obiezione 1: Sembra che l'angelo dell'Annunciazione non dovesse apparire alla Vergine in una visione corporea. Infatti "la visione intellettuale è più eccellente della visione corporea", come dice Agostino (Gen. ad lit. xii), e specialmente più conveniente a un angelo: poiché con la visione intellettuale un angelo è visto nella sua sostanza; mentre in una visione corporea è visto nella forma corporea che assume. Ora, poiché conveniva che un messaggero sublime venisse ad annunciare la Concezione Divina, così, apparentemente, avrebbe dovuto apparire nel genere di visione più eccellente. Sembra dunque che l'angelo dell'Annunciazione sia apparso alla Vergine in una visione intellettuale.
Obiezione 2: Inoltre, anche la visione immaginaria sembra eccellere sulla visione corporea: proprio come l'immaginazione è una potenza superiore ai sensi. Ma "l'angelo... apparve a Giuseppe in sogno" (Mt 1,20), che fu chiaramente una visione immaginaria. Sembra dunque che avrebbe dovuto apparire anche alla Beata Vergine in una visione immaginaria.
Obiezione 3: Inoltre, la visione corporea di una sostanza spirituale sbigottisce chi guarda; così cantiamo della Vergine stessa: "E la Vergine vedendo la luce fu piena di timore". Ma era meglio che la sua mente fosse preservata dall'essere così turbata. Dunque non era conveniente che questo annuncio fosse fatto in una visione corporea.
In contrario, Agostino in un sermone (De Annunt. iii) raffigura la Beata Vergine che parla così: "A me venne l'arcangelo Gabriele con volto raggiante, veste splendente e passo meraviglioso". Ma queste cose non possono appartenere ad altro che alla visione corporea. Dunque l'angelo dell'Annunciazione apparve in una visione corporea alla Beata Vergine.
Rispondo che, L'angelo dell'Annunciazione apparve in una visione corporea alla Beata Vergine. E questo invero fu conveniente, primo riguardo a ciò che veniva annunciato. Infatti l'angelo venne ad annunciare l'Incarnazione del Dio invisibile. Perciò era conveniente che, per rendere noto questo, una creatura invisibile assumesse una forma in cui apparire visibilmente: in quanto tutte le apparizioni dell'Antico Testamento sono ordinate a quell'apparizione in cui il Figlio di Dio apparve nella carne.
Secondo, fu conveniente riguardo alla dignità della Madre di Dio, che doveva ricevere il Figlio di Dio non solo nella sua mente, ma nel suo grembo corporeo. Pertanto conveniva che non solo la sua mente, ma anche i suoi sensi corporei fossero ristorati dalla visione angelica.
Terzo, è in accordo con la certezza di ciò che veniva annunciato. Infatti apprendiamo con maggiore certezza ciò che è davanti ai nostri occhi, rispetto a ciò che è nella nostra immaginazione. Così Crisostomo dice (Hom. iv in Matth.) che l'angelo "venne alla Vergine non nel sonno, ma visibilmente. Poiché, dovendo ella ricevere dall'angelo un messaggio grandissimo, prima di un tale evento aveva bisogno di una visione di grande solennità".
Risposta all'obiezione 1: La visione intellettuale eccelle sulla visione meramente immaginaria e meramente corporea. Ma Agostino stesso dice (De Annunt. iii) che la profezia è più eccellente se accompagnata da visione intellettuale e immaginaria, che se accompagnata da una sola di esse. Ora la Beata Vergine percepì non solo la visione corporea, ma anche l'illuminazione intellettuale. Perciò questa fu una visione più eccellente. Tuttavia sarebbe stata più eccellente se avesse percepito l'angelo stesso nella sua sostanza con la sua visione intellettuale. Ma era incompatibile con il suo stato di viatrice che vedesse un angelo nella sua essenza.
Risposta all'obiezione 2: L'immaginazione è invero una potenza superiore al senso esteriore: ma poiché i sensi sono il principio della conoscenza umana, la massima certezza è in essi, poiché i principi della conoscenza devono necessariamente essere sempre certissimi. Di conseguenza Giuseppe, al quale l'angelo apparve in sogno, non ebbe una visione così eccellente come la Beata Vergine.
Risposta all'obiezione 3: Come dice Ambrogio su Lc 1,11: "Siamo turbati e perdiamo il nostro animo quando siamo confrontati dalla presenza di una potenza superiore". E questo accade non solo nella visione corporea, ma anche in quella immaginaria. Perciò sta scritto (Gn 15,12) che "mentre il sole tramontava, un profondo sonno cadde su Abramo, e un grande e oscuro orrore si impadronì di lui". Ma per essere così turbato l'uomo non è danneggiato a tal punto da dover perciò rinunciare alla visione di un angelo. Primo, perché dal fatto stesso che l'uomo è elevato sopra se stesso, nella qual cosa è interessata la sua dignità, le sue potenze inferiori sono indebolite; e da questo risulta il suddetto turbamento: così, anche, quando il calore naturale è ritratto all'interno di un corpo, le parti esteriori tremano. Secondo, perché, come dice Origene (Hom. iv in Luc.): "L'angelo che apparve, sapendo che la sua era una natura umana, cercò prima di rimediare al turbamento della mente a cui un uomo è soggetto". Perciò sia a Zaccaria che a Maria, non appena furono turbati, disse: "Non temere". Per questa ragione, come leggiamo nella vita di Antonio, "è difficile discernere gli spiriti buoni da quelli cattivi. Infatti se la gioia succede alla paura, dobbiamo sapere che l'aiuto viene dal Signore: perché la sicurezza dell'anima è segno della maestà presente. Ma se la paura con cui siamo colpiti persevera, è un nemico che vediamo".
Inoltre era conveniente alla modestia verginale che la Vergine fosse turbata. Perché, come dice Ambrogio su Lc 1,20: "È proprio di una vergine essere timida, temere le avances degli uomini e rifuggire dai discorsi degli uomini".
Ma altri dicono che, siccome la Beata Vergine era abituata alle visioni angeliche, non fu turbata nel vedere questo angelo, ma per la meraviglia nell'udire ciò che l'angelo le diceva, poiché non pensava così altamente di se stessa. Perciò l'evangelista non dice che fu turbata nel vedere l'angelo, ma "alle sue parole".