III, q. 29 a. 1
Se Cristo dovesse nascere da una vergine sposata
Quaestio 29 · Dello sposalizio della Madre di Dio
Obiezione 1: Sembra che Cristo non dovesse nascere da una vergine sposata. Infatti il matrimonio è ordinato all'unione carnale. Ma la Madre del Signore non volle mai avere rapporti carnali con il marito, poiché ciò sarebbe stato a detrimento della verginità della sua mente. Dunque non avrebbe dovuto sposarsi.
Obiezione 2: Inoltre, che Cristo sia nato da una vergine fu un fatto miracoloso; onde Agostino dice (Ep. ad Volus. cxxxvii): "La stessa potenza di Dio fece uscire le membra dell'infante dal grembo verginale della sua inviolata Madre, con la quale, nel vigore dell'età adulta, passò attraverso le porte chiuse. Se si cerca la ragione di questo fatto, non è più mirabile; se si chiede un esempio, non è più singolare". Ma i miracoli che sono compiuti a conferma della Fede devono essere manifesti. Poiché dunque, a causa del matrimonio, questo miracolo sarebbe stato meno evidente, sembra che non fosse conveniente che Cristo nascesse da una vergine sposata.
Obiezione 3: Inoltre, il martire Ignazio, come riferisce Girolamo su Mt 1,18, assegna come ragione del matrimonio della Madre di Dio il fatto "che il modo della sua nascita fosse celato al diavolo, affinché lo credesse generato non da una vergine, ma da una donna sposata". Ma questa non sembra essere una ragione valida. Primo, perché con la sua astuzia naturale il diavolo conosce tutto ciò che accade nei corpi. Secondo, perché in seguito i demoni, attraverso molti segni evidenti, conobbero Cristo in qualche modo: onde sta scritto (Mc 1,23-24): "Un uomo posseduto da uno spirito immondo... gridò dicendo: Che abbiamo noi a che fare con te, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so... che tu sei il Santo di Dio". Dunque non sembra conveniente che la Madre di Dio dovesse essere sposata.
Obiezione 4: Inoltre, Girolamo adduce un'altra ragione: "affinché la Madre di Dio non fosse lapidata dai Giudei come adultera". Ma questa ragione sembra non avere peso, poiché se non fosse stata sposata, non avrebbe potuto essere condannata per adulterio. Dunque non sembra ragionevole che Cristo nascesse da una vergine sposata.
In contrario, Sta scritto (Mt 1,18): "Essendo Maria, sua Madre, sposata a Giuseppe"; e (Lc 1,26-27): "L'angelo Gabriele fu mandato... a una vergine sposata a un uomo di nome Giuseppe".
Rispondo che, Era conveniente che Cristo nascesse da una vergine sposata; primo, per se stesso; secondo, per sua Madre; terzo, per noi.
Per parte di Cristo stesso, per quattro ragioni. Primo, affinché non fosse rifiutato dagli increduli come illegittimo: per cui Ambrogio dice su Lc 1,26-27: "Come potremmo biasimare Erode o i Giudei se sembrano perseguitare uno nato da adulterio?".
Secondo, affinché nel modo consueto la sua genealogia potesse essere tracciata attraverso la linea maschile. Così Ambrogio dice su Lc 3,23: "Colui che venne nel mondo, secondo l'uso del mondo doveva essere censito. Ora per questo scopo si richiedono gli uomini, perché essi rappresentano la famiglia nel senato e negli altri tribunali. Anche l'uso delle Scritture mostra che si ricerca sempre la discendenza degli uomini".
Terzo, per la sicurezza del Bambino neonato: affinché il diavolo non tramasse gravi danni contro di Lui. Quindi Ignazio dice che ella fu sposata "affinché il modo della sua nascita fosse celato al diavolo".
Quarto, affinché potesse essere nutrito da Giuseppe: che è perciò chiamato suo "padre", in quanto colui che provvede al sostentamento.
Era anche conveniente per parte della Vergine. Primo, perché così fosse resa esente da pena; cioè, "affinché non fosse lapidata dai Giudei come adultera", come dice Girolamo.
Secondo, affinché fosse difesa dall'infamia. Onde Ambrogio dice su Lc 1,26-27: "Fu sposata affinché non fosse ferita dall'infamia di una verginità violata, in lei il cui grembo gravido avrebbe indicato corruzione".
Terzo, affinché, come dice Girolamo, Giuseppe potesse provvedere alle sue necessità.
Ciò fu conveniente, ancora, per parte nostra. Primo, perché Giuseppe è così testimone che Cristo è nato da una vergine. Per cui Ambrogio dice: "Suo marito è il testimone più attendibile della sua purezza, in quanto egli deplorerebbe il disonore e vendicherebbe l'onta, se non riconoscesse il mistero".
Secondo, perché in tal modo le parole stesse della Vergine sono rese più credibili quando ella asserì la sua verginità. Così Ambrogio dice: "La fede nelle parole di Maria è rafforzata, il motivo per mentire è rimosso. Se non fosse stata sposata quando era incinta, avrebbe potuto sembrare che volesse nascondere il suo peccato con una menzogna: essendo sposata, non aveva motivo di mentire, poiché la gravidanza di una donna è la ricompensa del matrimonio e dà grazia al vincolo nuziale". Queste due ragioni aggiungono forza alla nostra fede.
Terzo, affinché sia tolta ogni scusa a quelle vergini che, per mancanza di cautela, cadono nel disonore. Quindi Ambrogio dice: "Non era conveniente che le vergini si esponessero alla cattiva fama e si coprissero con la scusa che anche la Madre del Signore era stata oppressa dall'infamia".
Quarto, perché con ciò è simboleggiata la Chiesa universale, che è vergine e tuttavia sposata a un solo Uomo, Cristo, come dice Agostino (De Sanct. Virg. xii).
Si può aggiungere una quinta ragione: poiché essendo la Madre del Signore sia sposata che vergine, sia la verginità che il matrimonio sono onorati nella sua persona, in contraddizione con quegli eretici che disprezzavano l'uno o l'altro stato.
Risposta all'obiezione 1: Dobbiamo credere che la Beata Vergine, Madre di Dio, desiderò, per intima ispirazione dello Spirito Santo, di essere sposata, confidando che con l'aiuto di Dio non sarebbe mai giunta all'unione carnale: tuttavia lasciò questo alla discrezione di Dio. Perciò non soffrì alcun detrimento alla sua verginità.
Risposta all'obiezione 2: Come dice Ambrogio su Lc 1,26: "Il Signore preferì che gli uomini dubitassero della sua origine piuttosto che della purezza di sua Madre. Poiché conosceva la delicatezza del pudore verginale, e quanto facilmente la bella fama della castità sia denigrata: né scelse che la nostra fede nella sua nascita fosse rafforzata a detrimento di sua Madre". Dobbiamo osservare, tuttavia, che alcuni miracoli compiuti da Dio sono l'oggetto diretto della fede; tali sono i miracoli del Parto verginale, della Risurrezione di Nostro Signore e del Sacramento dell'Altare. Perciò Nostro Signore volle che questi fossero più nascosti, affinché la fede in essi potesse avere maggior merito. Mentre altri miracoli servono al rafforzamento della fede: e questi conviene che siano manifesti.
Risposta all'obiezione 3: Come dice Agostino (De Trin. iii), il diavolo può fare molte cose per sua potenza naturale che gli è impedito di fare dalla potenza divina. Così può essere che per sua potenza naturale il diavolo potesse sapere che la Madre di Dio non aveva conosciuto uomo, ma era vergine; tuttavia fu impedito da Dio di conoscere il modo della Nascita Divina. Che in seguito il diavolo in qualche modo sapesse che Egli era il Figlio di Dio, non crea difficoltà: perché allora era già giunto il tempo per Cristo di far conoscere la sua potenza contro il diavolo e di subire la persecuzione da lui suscitata. Ma durante la sua infanzia conveniva che la malizia del diavolo fosse trattenuta, affinché non lo perseguitasse troppo severamente: poiché Cristo non voleva soffrire tali cose allora, né far conoscere la sua potenza, ma mostrarsi in tutto simile agli altri infanti. Quindi Papa Leone (Serm. in Epiph. iv) dice che "i Magi trovarono il Bambino Gesù piccolo nel corpo, dipendente dagli altri, incapace di parlare e in nulla differente dalla generalità degli infanti umani". Ambrogio, tuttavia, esponendo Lc 1,26, sembra intendere questo dei membri del diavolo. Infatti, dopo aver dato la ragione suddetta — cioè, che il principe del mondo potesse essere ingannato — continua così: "E ancor più ingannò i principi del mondo, poiché la malvagia disposizione dei demoni scopre facilmente anche le cose nascoste: ma coloro che spendono la loro vita nelle vanità mondane non possono avere alcuna conoscenza delle cose divine".
Risposta all'obiezione 4: La sentenza per le adultere secondo la Legge era che fossero lapidate, non solo se erano già sposate o maritate, ma anche se la loro verginità era ancora sotto la protezione del tetto paterno, fino al giorno in cui entravano nello stato matrimoniale. Così sta scritto (Dt 22,20-21): "Se... la verginità non si trova nella fanciulla... gli uomini della città la lapideranno a morte, ed ella morirà; perché ha commesso una cosa scellerata in Israele, prostituendosi nella casa di suo padre".
Si può anche dire, secondo alcuni scrittori, che la Beata Vergine fosse della famiglia o parentela di Aronne, cosicché era imparentata con Elisabetta, come ci viene detto (Lc 1,36). Ora una vergine della tribù sacerdotale era condannata a morte per prostituzione; poiché leggiamo (Lv 21,9): "Se la figlia di un sacerdote è colta in prostituzione e disonora il nome di suo padre, sarà bruciata col fuoco".
Infine, alcuni intendono il passo di Girolamo riferito al lancio di pietre della cattiva fama.