II-II, q. 91 a. 1
Se Dio debba essere lodato con le labbra
Quaestio 91 · Dell'assunzione del nome divino per invocarlo mediante la lode
Obiezione 1: Sembra che Dio non debba essere lodato con le labbra. Dice infatti il Filosofo (Ethic. 1,12): "Ai migliori non si tributa lode, ma qualcosa di più grande". Ma Dio trascende l'ottimo di tutte le cose. Dunque a Dio non si deve tributare lode, ma qualcosa di più grande della lode: per cui di Lui si dice (Eccli. 43,33) che è "superiore a ogni lode".
Obiezione 2: Inoltre, la lode divina è parte del culto divino, essendo un atto di religione. Ora, Dio viene onorato con la mente piuttosto che con le labbra: per cui il Signore citò contro certuni le parole di Is. 29,13: "Questo popolo... mi onora [Vulg.: 'glorifica'] con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me". Dunque la lode di Dio risiede nel cuore piuttosto che sulle labbra.
Obiezione 3: Inoltre, gli uomini vengono lodati con le labbra affinché siano incoraggiati a fare meglio: poiché, come la lode rende superbi i malvagi, così incita i buoni a cose migliori. Perciò sta scritto (Prov. 27,21): "Come l'argento è provato nel crogiolo... così l'uomo è provato dalla bocca di chi lo loda". Ma Dio non è incitato a cose migliori dalle parole dell'uomo, sia perché Egli è immutabile, sia perché è sommamente buono, e non gli è possibile divenire migliore. Dunque Dio non deve essere lodato con le labbra.
In contrario, Sta scritto (Sal 62,6): "La mia bocca ti loderà con labbra gioiose".
Rispondo che, Usiamo le parole parlando a Dio per una ragione, e parlando all'uomo per un'altra. Infatti, quando parliamo all'uomo usiamo le parole per comunicargli i nostri pensieri che gli sono ignoti. Perciò lodiamo un uomo con le nostre labbra affinché lui o altri sappiano che abbiamo una buona opinione di lui: cosicché, di conseguenza, possiamo incitarlo a cose ancora migliori; e affinché possiamo indurre gli altri, che lo sentono lodare, a pensare bene di lui, a riverirlo e ad imitarlo. D'altra parte impieghiamo le parole, parlando a Dio, non certo per manifestare i nostri pensieri a Lui che è lo scrutatore dei cuori, ma affinché possiamo portare noi stessi e chi ci ascolta a riverirLo.
Di conseguenza, abbiamo bisogno di lodare Dio con le nostre labbra, non certo per Lui, ma per noi stessi; poiché lodandoLo la nostra devozione viene eccitata verso di Lui, secondo il Salmo 49,23: "Il sacrificio di lode mi glorificherà, e lì è la via per cui mostrerò a lui la salvezza di Dio". E in quanto l'uomo, lodando Dio, ascende con i suoi affetti a Dio, per tanto si ritrae dalle cose opposte a Dio, secondo Is. 48,9: "Per la mia lode ti metterò un freno affinché tu non perisca". La lode delle labbra è profittevole anche agli altri incitando i loro affetti verso Dio, per cui sta scritto (Sal 33,2): "La sua lode sarà sempre sulla mia bocca", e più avanti: "Ascoltino i mansueti e si rallegrino. Magnificate il Signore con me".
Risposta all'obiezione 1: Possiamo parlare di Dio in due modi. Primo, riguardo alla Sua essenza; e così, poiché Egli è incomprensibile e ineffabile, è al di sopra di ogni lode. Sotto questo aspetto Gli dobbiamo riverenza e l'onore di latria; per cui il Salmo 64,2 è reso da Girolamo nel suo Salterio [*Tradotto dall'ebraico]: "Per Te il silenzio è lode, o Dio", per quanto riguarda il primo punto, e quanto al secondo, "A Te si scioglierà il voto". Secondo, possiamo parlare di Dio riguardo ai Suoi effetti che sono ordinati al nostro bene. Sotto questo aspetto Gli dobbiamo lode; per cui sta scritto (Is. 63,7): "Ricorderò le misericordie del Signore, la lode del Signore per tutte le cose che il Signore ci ha elargito". Ancora, Dionigi dice (Div. Nom. 1): "Troverai che tutti i sacri inni", cioè le lodi divine "dei sacri scrittori, sono diretti rispettivamente alle Beate Processioni della Tearchia", cioè della Divinità, "manifestando e lodando i nomi di Dio".
Risposta all'obiezione 2: Non giova a nulla lodare con le labbra se non si loda con il cuore. Infatti il cuore dice le lodi di Dio quando ricorda con fervore "le cose gloriose delle Sue opere" [*Cfr. Eccli. 17,7.8]. Tuttavia la lode esteriore delle labbra serve a eccitare il fervore interiore di chi loda, e a incitare altri a lodare Dio, come detto sopra.
Risposta all'obiezione 3: Lodiamo Dio non a beneficio Suo, ma nostro, come detto.