I, q. 99 a. 1
Se nello stato di innocenza i bambini avessero avuto la perfetta forza del corpo, quanto all'uso delle membra, subito dopo la nascita
Quaestio 99 · Della condizione della prole quanto al corpo
Obiezione 1: Sembra che nello stato di innocenza i bambini avrebbero avuto la perfetta forza del corpo, quanto all'uso delle membra, subito dopo la nascita. Dice infatti Agostino (De Pecc. Merit. et Remiss. i, 38): "Questa debolezza del corpo corrisponde alla debolezza della mente". Ma nello stato di innocenza non vi sarebbe stata alcuna debolezza della mente. Dunque nei bambini non vi sarebbe stata neppure debolezza del corpo.
Obiezione 2: Inoltre, alcuni animali alla nascita hanno forza sufficiente per usare le proprie membra. Ma l'uomo è più nobile degli altri animali. Dunque è molto più naturale per l'uomo avere la forza di usare le proprie membra alla nascita; e così appare essere una pena del peccato il fatto che egli non abbia tale forza.
Obiezione 3: Inoltre, l'incapacità di conseguire un piacere offerto causa afflizione. Ma se i bambini non avessero avuto la piena forza nell'uso delle loro membra, spesso non avrebbero potuto procurarsi qualcosa di piacevole offerto loro; e così sarebbero stati afflitti, il che non era possibile prima del peccato. Dunque, nello stato di innocenza, i bambini non sarebbero stati privati dell'uso delle loro membra.
Obiezione 4: Inoltre, la debolezza della vecchiaia sembra corrispondere a quella dell'infanzia. Ma nello stato di innocenza non vi sarebbe stata la debolezza della vecchiaia. Dunque non vi sarebbe stata neppure tale debolezza nell'infanzia.
In contrario, Tutto ciò che è generato è dapprima imperfetto. Ma nello stato di innocenza i bambini sarebbero stati procreati per via di generazione. Dunque fin dal principio sarebbero stati imperfetti nella grandezza e nella forza corporea.
Rispondo che, Solo per fede riteniamo verità che sono al di sopra della natura, e ciò che crediamo poggia sull'autorità. Pertanto, nel fare qualsiasi asserzione, dobbiamo essere guidati dalla natura delle cose, eccetto in quelle cose che sono al di sopra della natura e ci sono rese note dall'autorità divina. Ora è chiaro che è tanto naturale quanto conveniente ai principi della natura umana che i bambini non abbiano forza sufficiente per l'uso delle loro membra subito dopo la nascita. Poiché, in proporzione agli altri animali, l'uomo ha per natura un cervello più grande. Perciò è naturale, a causa della considerevole umidità del cervello nei bambini, che i nervi, i quali sono strumenti del movimento, non siano atti a muovere le membra. D'altra parte, nessun cattolico dubita che sia possibile per un bambino avere, per potenza divina, l'uso delle sue membra subito dopo la nascita.
Ora abbiamo sull'autorità della Scrittura che "Dio fece l'uomo retto" (Eccles. 7:30), la quale rettitudine, come dice Agostino (De Civ. Dei xiv, 11), consiste nella perfetta soggezione del corpo all'anima. Come, dunque, nello stato primitivo era impossibile trovare nelle membra umane qualcosa di ripugnante alla volontà ben ordinata dell'uomo, così era impossibile per quelle membra mancare nell'eseguire i comandi della volontà. Ora la volontà umana è ben ordinata quando tende ad atti che sono convenienti all'uomo. Ma gli stessi atti non sono convenienti all'uomo in ogni stagione della vita. Dobbiamo, dunque, concludere che i bambini non avrebbero avuto forza sufficiente per l'uso delle loro membra allo scopo di compiere ogni genere di atto; ma solo per gli atti convenienti allo stato dell'infanzia, come il lattare e simili.
Risposta all'obiezione 1: Agostino parla della debolezza che osserviamo nei bambini anche riguardo a quegli atti che convengono allo stato dell'infanzia; come è chiaro dalla sua precedente osservazione che "anche quando sono vicini al seno, e lo desiderano, sono più atti a piangere che a poppare".
Risposta all'obiezione 2: Il fatto che alcuni animali abbiano l'uso delle loro membra subito dopo la nascita non è dovuto alla loro superiorità, poiché animali più perfetti non sono così dotati; ma alla secchezza del cervello, e al fatto che le operazioni proprie di tali animali sono imperfette, cosicché una piccola quantità di forza è loro sufficiente.
Risposta all'obiezione 3: È chiaro da quanto abbiamo detto sopra. Possiamo aggiungere che non avrebbero desiderato nulla se non con volontà ordinata; e solo ciò che era conveniente al loro stato di vita.
Risposta all'obiezione 4: Nello stato di innocenza l'uomo sarebbe nato, e tuttavia non soggetto alla corruzione. Dunque in quello stato avrebbero potuto esserci certi difetti infantili che risultano dalla nascita; ma non difetti senili che portano alla corruzione.